"Sciò, scaccia via il pregiudizio" a Canalarte

L'atteso appuntamento durante l'evento irpino di valorizzazione territoriale.

scio scaccia via il pregiudizio a canalarte
Serino.  

Il debutto ufficiale di Sció scaccia via il pregiudizio è previsto nei giorni 13-14-15 luglio al festival “C’era una volta Canalarte” giunto alla sua XXI edizione. Il tema di quest’anno scelto dall’Associazione Canalarte è “le stagioni dei sentimenti sospesi” e puntuale Sció ha accolto l’invito di Laura Rocco, Franca Filarmonico e di tutta l’Associazione. Sció scaccia via il pregiudizio è uno spettacolo di teatro di figura e nasce da un’idea di Ilaria Scarano.

Oggi il circolo Arci Rifuoglio di Avellino e l’associazione Irpinia Altruista portano avanti il progetto per veicolare i valori della solidarietà, dell’integrazione e dell’uguaglianza sociale. Ci troverete a Canalarte scendendo la via principale, nel cortile a dx della fontanella. Troverete Ilaria Scarano, Eleonora Balaceanu, Bara Sheina, Alessandro Minucci, Chiara Gimmelli e poi Modou lo, Gaussou, Milena, Fatou, Rodolfo, Honnibro, Julie…e tutti gli altri pupazzi Il linguaggio di Sciò è semplice, diretto, ironico, immediato ma non scevro di momenti di poesia. Il grande Achille Campanile con le sue “Tragedie in due battute” ci ha mostrato il cammino.

Attraverso freddure e dissacrazioni durante lo show si vanno a distruggere alcuni luoghi comuni razzisti per scacciare via il pregiudizio. Il pupazzo di gomma piuma diventa quindi mediatore e facilitatore di valori di solidarietà, integrazione e uguaglianza sociale. Sció si è fatto spettacolo, nascendo prima come laboratorio creativo di integrazione sociale. Tra ottobre 2017 e marzo 2018 un gruppo di ragazzi di Avellino uniti con altri provenienti da diversi CAS presenti sul territorio hanno dato vita a Sció: realizzato dall’Associazione Irpinia Altruista tramite il finanziamento da parte del CSV Irpinia Solidale nell’ambito delle proposte di microprogettazione sociale 2014 - 2015, Sció ha visto nascere diciannove pupazzi (realizzati dai partecipanti utilizzando esclusivamente materiali di riciclo) sedici quadri urbani che raccontano la vita quotidiana di una piccola comunità e tre pezzi musicali nati nell’ambito del laboratorio musicale di Sciò diretto da Carmine Minichiello. In Sció rappresentiamo l’unica comunità in cui ci riconosciamo, fatta di relazioni sociali stabili, appena nate, complicate, vere e possibili.

Mai come in questo momento sentiamo l'urgenza di portare in scena uno spettacolo come Sciò scaccia via il pregiudizio. E' forte in noi il bisogno di parlare con le nuove e con le vecchie generazioni di integrazione, multiculturalità, accoglienza, uguaglianza e salvaguardia dei diritti universali dell’uomo troppo spesso ancora violati o negati.