Licenziato per errore: «Sono disperato, vi prego riassumetemi»

Gerardo oggi è senza casa e senza lavoro. Licenziato per una errore che non ha mai commesso.

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Il collega che aveva falsificato il documento consegnato da Gerardo ha anche confessato l'errore, ma Nicoloro non è stato riassunto.

Tufo.  

 

di Andrea Fantucchio 

Licenziato nove anni fa dalla “Denso Thermal Systems”. Gerardo Nicoloro da Tufo non riesce ancora ad accettare quello che gli è accaduto quel giorno di Ottobre del 2008.

Nicoloro si trovava fuori dalla sua auto, poco distante dallo stadio di Avellino. Aveva avuto una delle sue crisi depressive e, dopo aver preso una compressa, si era fermato a prendere aria.

In quel momento era passato di lì un collega, M.D.L., che vedendo Nicoloro a bordo strada, si era fermato per sincerarsi delle sue condizioni. Gerardo aveva spiegato la situazione all'uomo e gli aveva chiesto di consegnare un documento alla Denso. Una carta rilasciata dal cancelliere del tribunale per giustificare la giornata di riposo richiesta da Nicoloro, per telegramma, il giorno precedente.

M.D.L, come ha poi dichiarato per iscritto in udienza di tribunale, nel tragitto in auto aveva notato che sul foglio mancavano degli orari e delle parole. Le aveva aggiunte manualmente prima di consegnare il documento agli uffici della Denso.

Successivamente l'azienda aveva licenziato Nicoloro per falsificazione di un documento ufficiale.

Inutilmente M.D.L. aveva chiamato l'azienda per spiegare di essere stato lui l'autore dell'errore. Nicoloro non è stato più riassunto.

E oggi, dopo diverse battaglie legali e sofferenze, non riesce ancora a rassegnarsi. E così, attraverso Ottopagine.it, chiede alla Denso di riassumerlo. E' disoccupato e senza casa e sarebbe disposto ad accontentarsi di uno stipendio inferiore di quello che percepiva all'epoca dei fatti.

«Ho bisogno di lavorare – dice – per la mia dignità. Vi prego, aiutatemi. Sono senza lavoro per una colpa non mia. Sono disperato».