I Biraschi presentano Biraschi: «Vedrete come "picchia" duro»

Il neoacquisto dei lupi raccontato, nel giorno della firma, da uno dei suoi otto fratelli

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Avellino.  

Nato a Roma, compirà 21 anni il prossimo 2 luglio. Si guarda intorno sorridendo, con l'aria emozionata di chi sa che quello che sta vivendo un momento importante e non nega cordiali strette di mano. Forse, non è abituato a tante attenzioni mediatiche, ma non fa una piega e si dimostra un ragazzo umile e disponibile. L'Avellino lo aveva fatto suo da tempo, muovendosi, come sempre, con largo anticipo per assicurarselo a parametro zero. Quello che sta scivolando via è stato il primo giorno in biancoverde per Davide Biraschi, primo innesto della campagna acquisti 2015/2016, che questa mattina ha firmato il contratto triennale con cui si è ufficialmente legato all'Avellino. Un metro e ottantadue centimetri di altezza, maglia nera e pantaloncini beige. Si è presentato così. Arriva dalla Toscana, dal Grosseto, dove giocava dal 2011 e tra le cui file ha collezionato 32 presenze. È la nuova scommessa a colpo sicuro dell'Avellino, che ha messo le mani sul suo cartellino contattandolo già nell'ottobre del 2014. Quando si dice, pianficare.

A favorirne l'arrivo in Irpinia il procuratore, Michelangelo Minieri, che aveva già ricoperto un ruolo decisivo per portare all'ombra del Partenio, Alessandro Sbaffo, rientrato al Chievo dopo la fine del prestito. Latina e Parma hanno provato a strapparlo ai lupi, ma ormai era troppo tardi. Biraschi è un elemeto versatile: ha iniziato a giocare come mediano ed è diventato un difensore centrale in grado di giocare sia nella difesa e tre, sia in quella a quattro. Ha giocato pure da terzino. In piazza Libertà, sotto la sede dell'Avellino, lo hanno accompagnato il padre e due fratelli. Anche nei loro volti era visibile una gioia immensa. Un orgoglio da condividere con una famiglia numerosissima. Sono infatti nove i figli a casa Biraschi: sette maschi, tra cui, ovviamente, Davide, e due femmine. Lo svela proprio uno due fratelli presenti al gran giorno, che poi offrire una prima, chiara, "referenza" sul neolupo con un acceno di accento capitolino: “Com'è Davide? Picchia duro. Vedrete, vedrete...". Vedremo. Ma la sensazione è che l'Avellino abbia trovato un nuovo gladiatore.

Marco Festa