Corona, Meta chiude Instagram e Facebook: «Violazioni multiple»

Oscurati i profili dell’ex agente fotografico, il legale parla di censura

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Rimossi gli account social di Fabrizio Corona per violazioni degli standard della community. Meta nega legami con decisioni giudiziarie. Chiesa: «Oscuramento antidemocratico». La vicenda intrecciata al caso Falsissimo

La decisione di Meta. Sono spariti nelle ultime ore i profili Instagram e Facebook di Fabrizio Corona, seguiti da centinaia di migliaia di utenti. A disporne non è stata la magistratura milanese, ma Meta, che ha motivato la rimozione con «violazioni multiple degli standard della community». Una scelta, fanno sapere dall’azienda fondata da Mark Zuckerberg, del tutto autonoma e non collegata a provvedimenti giudiziari italiani.

Nessun legame con il tribunale
Meta chiarisce che l’oscuramento non è conseguenza della recente decisione del tribunale civile di Milano, che aveva accolto il ricorso presentato da Alfonso Signorini bloccando la diffusione di contenuti del progetto online «Falsissimo». Secondo l’azienda, la valutazione sui profili di Corona riguarda esclusivamente il rispetto delle regole interne delle piattaforme.

Resta Threads, cresce YouTube
Al momento rimane attivo il profilo di Corona su Threads, altro social riconducibile a Meta, così come il canale YouTube di «Falsissimo», che supera il milione di iscritti. I contenuti completi del progetto restano però accessibili solo tramite abbonamento a pagamento, limitando di fatto la diffusione rispetto ai social generalisti.

L’ipotesi Mediaset
L’agenzia Ansa riferisce di un possibile intervento dell’ufficio legale di Mediaset, che avrebbe inviato diffide ai colossi del web segnalando presunte violazioni reiterate, dal copyright alla diffusione di contenuti diffamatori e messaggi d’odio. Elementi che avrebbero contribuito alla decisione finale di Meta.

La reazione del legale
Durissima la replica di Ivano Chiesa, storico avvocato di Corona. «È una censura degna di un Paese come l’Italia, un’operazione di oscuramento antidemocratico», ha dichiarato, sostenendo che l’opinione pubblica sarebbe dalla parte del suo assistito. Chiesa riferisce di notifiche ricevute da Meta per violazioni di copyright, ipotizzando un collegamento con le iniziative legali di Mediaset.

Il caso Falsissimo
Al centro della vicenda resta il progetto online «Falsissimo», attraverso cui Corona ha accusato Signorini di aver costruito un presunto sistema di scambi sessuali in cambio di visibilità televisiva. Accuse sempre respinte dal conduttore Mediaset, che le ha definite diffamatorie. Il tribunale di Milano ha ordinato la rimozione dei contenuti e il divieto di ulteriori pubblicazioni su Signorini.

I procedimenti giudiziari
Sul piano penale, Corona risulta indagato per revenge porn per la diffusione di immagini intime private di Signorini. Parallelamente, lo stesso conduttore è indagato dalla Procura di Milano per violenza sessuale ed estorsione in seguito alla querela dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Un intreccio giudiziario complesso che ora si riflette anche sul fronte dei social.