Ad Anfield per l'ultima battaglia: gli ottavi passano da lì

Grande prestazione e vittoria netta degli azzurri sulla Stella Rossa. Sarà decisiva l'ultima sfida

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È come se qualcuno si divertisse dietro le quinte a scrivere copioni simili, ogni volta un epilogo di quelli che ti lasciano senza fiato, il finale perfetto - appassionante e imprevedibile - ma solo per chi, da esterno, si godrà lo spettacolo del campo. Il Napoli, dalla sua prospettiva, vivrà queste due settimane col cuore in gola e l'ansia a mille, con quel sogno che ne scorterà i prossimi due impegni di campionato - Atalanta e Frosinone - e l'orizzonte degli ottavi Champions come obiettivo minimo, un traguardo possibile, meritato, da raggiungere con prepotenza e personalità. 
Ne ha mostrata tanta, fin qui, la squadra di Carlo Ancelotti, prima a nove punti, unica imbattuta nel Gruppo C eppure sospesa, in bilico, tra calcoli e pronostici, tra combinazioni e mille previsioni che i tifosi conoscono a memoria avendole studiate un minuto dopo la vittoria con la Stella Rossa e il successo del Psg col Liverpool. La qualificazione si deciderà ad Anfield il prossimo 11 dicembre: la magia del calcio in novanta minuti nei quali il Napoli dovrà vincere, banalmente, o anche solo pareggiare, oppure ancora perdere ma con un solo gol di scarto e segnandone almeno uno.
Parallelamente si giocherà a Belgrado, il Psg sfiderà la Stella Rossa, ormai eliminata, e sarà artefice del proprio destino. Con una vittoria conquisterebbe l'accesso agli ottavi, con una sconfitta sarebbe clamorosamente fuori, con un pareggio potrebbe verificarsi quanto accadde nella stagione 2013/14 col primo Napoli di Benitez: tre squadre a parità punti, in questo caso nove, e le regole della classifica avulsa a decretare le prime due posizioni, dunque anche la terza che ripartirebbe dall'Europa League.
Ma sono calcoli infiniti che macchierebbero il ricordo dell'ultima notte europea: il primo graffio di Hamsik, cento volte Mertens che, con venti reti, supera anche Cavani nella classifica azzurra dei bomber europei, il garbo e la tenacia dei serbi, oltre duemila, che starebbero ancora cantando se solo qualcuno glielo avesse chiesto. E' anche questa la magia della Champions, una competizione a parte nella quale il Napoli si rifugia per fare il pieno d'esperienza e autostima e poi riatterrare su un campionato che vede la Juve fuggire, prima a otto punti di vantaggio, e l'Atalanta sullo sfondo, avversaria lunedì prossimo, quando il Liverpool sarà (ancora) distante o forse, semplicemente più vicino.