Reddito di cittadinanza, Palmeri: "Ancora troppe incognite"

L'assessore al Lavoro della Regione Campania risponde alle nostre domande sulla misura

Lunedi scorso il ministro di Maio ha incontrato gli assessori regionali al lavoro per mettere a punto la macchina organizzativa. Ma restano sul tavolo molte incertezze e tante cose da fare

La Campania si prepara al reddito di cittadinanza ma fino ad aprile la strada sarà tutta in salita. I numeri dimostrano che nella nostra Regione, dove saranno destinate quasi un terzo di tutte le risorse per il sud, la misura di sostegno al reddito genera già caos e ostacoli.

La platea dei beneficiari passa dai 160mila del reddito di inclusione a circa 390mila del reddito di cittadinanza. Di conseguenza alla Campania sarà destinata una larga fetta del personale da assumere per far decollare i centri per l’impiego.

In tutto 46 uffici sul territorio per 514 operatori che da soli dovranno gestire almeno 830 disoccupati a testa.

Poi ci sono i navigator, figure intermedie che saranno selezionate dall'Anpal, 1.700 euro al mese più il premio per ogni lavoro trovato al disoccupato. Ma non si sa ancora quanti ne arriveranno e chi li pagherà. Alle Regioni, che dovranno gestire la baracca, il governo non ha ancora fornito indicazioni precise.

Lunedi scorso il ministro di Maio ha incontrato gli assessori regionali al lavoro per mettere a punto la macchina organizzativa. Ma restano sul tavolo molte incertezze e tante cose da fare.

“Ancora non conosciamo le modalità di ripartizione delle 4mila unità da assumere in Italia per rimpolpare i centri per l'impiego – ha dichiarato l'assessore al lavoro della Regione Campania Sonia Palmeri intervistata per La Linea https://www.ottochannel.tv/ondemand/12/2178/reddito-di-cittadinanza-campania-pigliatutto.shtml  - . In Campania finora sono state gestite circa 160mila famiglie per il reddito di inclusione, oltre a tutte le altre misure di sostegno attivate dalla Regione Campania. Con quest'ulteriore misura sarà necessario almeno il doppio del personale – aggiunge la Palmeri. Anche sull'assunzione dei navigator non abbiamo ricevuto indicazioni. Sappiamo solo a quanto ammontano le risorse per le coperture economiche fino al 2021”.

Poi c'è l'incognita dei furbetti e dei controlli. I lavoratori in nero in Campania sono 372.600. E tra loro potenzialmente ci sono almento 200mila che sulla carta hanno diritto al reddito. Come si fa a stanarli? Nel frattempo negli uffici anagrafe continuano a fioccare richieste di finte separazioni e cambi di residenza.

“I tema dei controlli è fondamentale. Faremo presente che non si può caricare sul lavoro dei centri per l'impiego anche l'onere delle verifiche che spettano all'Ispettorato del Lavoro e alla Guardia di Finanza. – precisa l'assessore Palmeri.

Infine il lavoro. Il grande punto interrogativo è che i Centri per l’impiego non riescano a incrociare da subitodomanda di lavoro e le offerte di lavoro. Anche perché se entro un anno dalla concessione del Reddito di cittadinanza, il beneficiario non riceve offerte, è costretto ad accettare quelle entro i 250 chilometri.

“Bisogna chiarire che i centri per l'impiego non creano lavoro – continua l'assessore Paldatori di lavoro privati non sono obbligati a presentare le loro offerte. Lo faranno, forse, solo quelle imprese che decidono di approfittare degli incentivi previsti dal decreto (le 14 mensilità che spetterebbero alla persona che si assume). C'è bisogno di coinvolgere il datore di lavoro, in un regime di maggiore convenienza per tutti”.