In & Outdi Sonia Lantella

A contendersi lo scettro Montipò e il pubblico: promossi

Bene anche la difesa sannita, l'arma in più in questo girone di ritorno

a contendersi lo scettro montipo e il pubblico promossi

Ennesima vittoria. Tante conferme. Dall'assetto difensivo allo straordinario tifo giallorosso. Anche per la difficile sfida col Cittadella, tutto è andato per il verso giusto. E' bastato un solo gol e una parata grandiosa per mettere in cassaforte tre punti preziosi. Nonostante un primo tempo non bello, a detta di tutti, anche di mister Bucchi. Certe partite bisogna vincerle. Punto e basta. Come a Salerno. Come l'ultima al Vigorito. Proprio lì dove sono in tanti a contendersi lo scettro. Stavolta un gradino più in su ci sono loro, i tifosi. Splendidi nel ricordare il capitano di sempre, Carmelo Imbriani. Regalando così commozione, emozioni e una buona dose di carica ai propri beniamini. Non è mancato nemmeno qualche coro rivolto ai rivali di Foggia. Tanto per iniziare ad assaporare quella che sarà la prossima sfida allo Zaccheria. Ma tra gli "in" della giornata non può mancare un certo Montipò. Lui ricorda tanto Cragno nell'annata storica della promozione in A. Timidezza e riservatezza fuori dal campo, determinazione e prontezza nel difendere la sua porta. La parata nel finale ha salvato il risultato. Tanto da assumere lo stesso valore del gol di Coda. Lorenzo l'ha definita "una parata d'istinto". La gente la ricorderà come una vera prodezza. Una grande gioia. Così come quella rete del numero 9 che tra critiche e qualche errore di troppo riesce pur sempre a metterla dentro al momento opportuno. Va bene così. Ma non basta. Stavolta le mani devono scaldarsi bene perché gli applausi vanno rivolti anche alla difesa. Tutta. Da Volta a Caldirola senza dimenticare Antei e il subentrato Tuia. Perfino lui, il grande assente del girone di andata, ha dato il suo contributo. Garanzia e fermezza. Per una squadra che oramai fa della difesa la sua arma migliore. E nella lista degli out? Mettiamoci pure la terna arbitrale per nulla impeccabile soprattutto quando il fischietto era rivolto ai giallorossi. Così come il centrocampo del Benevento, il reparto che ha sofferto di più l'aggressività e l'intensità degli avversari, abili comunque a non far giocare. Ne sanno qualcosa anche le altre avversarie. Ma va bene così. Il risultato soddisfa e fa pure sorridere visto che si rispecchia in quello dell'andata e nel finale di Tim Cup dando così la possibilità alla strega di vivere nuove emozioni a San Siro. Ora però i pensieri dovranno essere rivolti tutti al Foggia. Ennesima sfida. Nuovo banco di prova per una 'vecchina sannita' che non ha più paura di volare.