Punto di vistail commento di Pierluigi Melillo

Sud a un bivio, il voto l'unica arma nelle mani dei cittadini

Le rivolte nel Meridione sempre partite dal basso, ma ritorna l'incognita dell'astensionismo

sud a un bivio il voto l unica arma nelle mani dei cittadini

L'incognita dell'astensionismo è sempre un'ombra che aleggia sull'appuntamento elettorale. Votare è un diritto ma anche un dovere. E in questo clima il cittadino non può lamentarsi se poi non si prende nemmeno la briga di recarsi alle urne per decidere. Ora tocca a noi. Si tratti di Europa oppure della città dove viviamo. Perché dopo è inutile rammaricarsi, continuare a sparare nel mucchio con un qualunquismo becero che rappresenta uno dei mali del Mezzogiorno, insieme al trasformismo e al clientelismo che hanno sempre caratterizzato negativamente la politica dalle nostre parti. Uno scatto d'orgoglio è possibile ma anche necessario. Le rivolte del Sud sono partite sempre dal basso, dalla gente. Se c'è bisogno davvero di una nuova classe dirigente è giunto che siano gli elettori a prendersi la responsabilità delle scelte. Certo, nel corso degli ultimi anni la capacità dei partiti di selezionare i candidati è praticamente crollata. Le scuole di politica sono scomparse, le sezioni dei partiti si sono trasformate in bocciofile per reduci della prima Repubblica. Dagli eletti siamo passati ai nominati, con una deriva che ha finito per allontanare in maniera pericolosa i cittadini dalle urne. Ora – dicono in molti - ci tocca scegliere forse tra il meno peggio, ma tant'è. L'importante è decidere liberamente, senza condizionamenti. Se davvero la democrazia appare in pericolo, come si evince dall'odio e dalla violenza che si diffonde da Nord a Sud, ora è arrivato il momento di dimostrare che il nostro paese resta una realtà in cui ognuno può esprimere liberamente la propria opinione. E il voto alle elezioni è l'unica arma che abbiamo in pugno. Per legittima difesa.