Punto di vistail commento di Pierluigi Melillo

Caccia all'anti-De Luca tra Salvini e la mina vagante Mastella

La Lega deve analizzare il divario tra voti per europee e comunali. Ma l'ex Ministro già scalpita

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Fanno male i dirigenti della Lega a sottovalutare l'enorme scarto di voti che si è registrato tra europee e amministrative. Specie ora che già si guarda alla sfida delle regionali 2020. Salvini, forte del boom di preferenze che ha rastrellato anche in Campania (impressionanti i dati di Avellino e Salerno), ha già notificato un avviso di sfratto a De Luca e mandato un messaggio eloquente agli alleati: tocca a noi la candidatura a governatore. Ci può stare. Tra Grant e Tommasetti i nomi, anche autorevoli, non mancano. Ma il vicepremier dovrebbe analizzare con attenzione quello che è accaduto per le amministrative. Da oltre il 22 per cento dei consensi si scivola catastroficamente a un misero 6, percentuale di Avellino che pure è portata a esempio con soddisfazione dai dirigenti locali perché è tra le più alte raccolte nelle città al voto nell'ultimo test campano. Ma Salvini deve fare i conti anche con un'altra incognita: la mina vagante Mastella, da sempre paladino del Sud in antitesi alla strategia nordista della Lega. Il sindaco di Benevento sta già reclutando tutti i vecchi amici di quello che una volta fu l'Udeur con un obiettivo preciso: spingere il centrodestra a celebrare le primarie per la scelta del candidato anti De Luca. Missione non proprio facile se non impossibile da portare a termine in questa fase, ora che le primarie non le fanno più neppure nel Partito democratico. Ma nel caos della politica di oggi può accadere davvero di tutto. O no?