Punto di vistail commento di Pierluigi Melillo

Ruotolo, una candidatura che rompe il patto politica-camorra

Ma difficile pensare che l'intesa Pd-Dema per le suppletive al Senato abbia un valore politico

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Ha sicuramente ragione il segretario Pd, Nicola Zingaretti, quando dice che è “una buona notizia” la candidatura alle suppletive del senato al Vomero del giornalista sotto scorta Sandro Ruotolo. Ma non certo per il valore politico dell'intesa tra Pd e De Magistris, tutt'altro: in questi anni abbiamo verificato come siano stati lontani anni luce i democratici dal sindaco di Napoli; per non parlare del rapporto tra primo cittadino e governatore della Campania sempre improntato allo scontro più feroce. Il patto tra Dema e Pd sul nome di Ruotolo - rispetto al quale per ora i Cinque Stelle hanno perso una grande occasione – è, invece, significativo sotto un altro aspetto. Scegliendo un giornalista minacciato dai clan perché ha denunciato le collusioni tra politica e camorra nella Terra dei fuochi, il centrosinistra decide un segnale di svolta in una regione dove anche nelle zone interne la malavita organizzata si infiltra ormai nella vita politica e amministrativa. Abbiamo conferme eloquenti dalle inchieste sul clan Partenio ad Avellino e sulla cosca degli Sparandeo a Benevento. E puntando su Ruotolo il centro sinistra almeno ci ha fatto capire che i partiti possono aprirsi ai pezzi migliori della società civile per una battaglia per la legalità che in Campania è una esigenza ormai non più rinviabile.