Arrestato da Dda e Gdf, Attanasio va ai domiciliari

La decisione del Riesame che ha dissequestrato il patrimonio. Cadono molte accuse

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Pontecagnano Faiano.  

Dissequestro del patrimonio per un valore di 228mila euro e arresti domiciliari per l’imprenditore di Pontecagnano Giovanni Attanasio. E’ quanto disposto dal tribunale del Riesame nelle scorse ore. I giudici ai quali si è rivolto il difensore di Attanasio, Giovanni Chiarito, hanno anche fatto cadere l’accusa di auto riciclaggio, le aggravanti camorristiche e l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica.  Attanasio (imprenditore noto come "il presidente") fu arrestato lo scorso 18 dicembre insieme a Enrico Bisogni, già noto alle forze dell’ordine, e Sergio La Rocca, collaboratore di Attanasio, finito ai domiciliari. Decine gli indagati.

A far scattare il blitz furono gli uomini della Guardia di Finanza di Salerno su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Per tutti le accuse a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di riciclaggio, intestazione fittizia di beni, false attestazioni all’Autorità giudiziaria e  reati tributari.

Secondo l’impianto accusatorio era stata creata una rete di circa 30 aziende operanti, prevalentemente, nel settore della somministrazione del lavoro interinale. La principale delle società facente capo all’imprenditore Attanasio, la "Lavoro.doc", già nel 2015 era finita nel mirino della guardia di finanza che aveva riscontrato un’ingente evasione fiscale: all’epoca fu disposto ed eseguito il sequestro preventivo di un patrimonio per un valore iniziale di circa 8 milioni di euro, costituito da immobili, azioni, conti correnti, contanti, orologi preziosi e quadri d’autore, poi ridotto per effetto dei successivi pagamenti di crediti vantati dall’amministrazione finanziaria.

Pina Ferro