Estorsione al supermercato, chiesti 21 anni di carcere

L'accusa: estorsione compiuta con affiliati del clan Panella D'Agostino non identificati

estorsione al supermercato chiesti 21 anni di carcere
Baronissi.  

Prima cedono il supermercato “Maxigea” di Baronissi, a due persone e, successivamente, le minacciano, estorcendo loro anche denaro e non lesinando di colpire uno degli acquirenti con il calcio della pistola. L’estorsione, aggravata dal metodo mafioso, sarebbe stata compiuta insieme ad esponenti  del clan Panella - D’Agostino, operante a Salerno.

Il pubblico ministero Vincenzo Montemurro ha chiesto la condanna a 9 anni e mezzo per Giuseppe Falco Starace, a 6 anni e mezzo per Raffaele Faruolo e a 5 anni per Armando Pierro.  Era il 2002 quando, secondo il capo d’imputazione, i tre imputati, in concorso tra loro ed insieme ad altri soggetti non identificati, appartenenti al clan Panella- D’Agostino, cedettero la gestione del supermercato “MaxiGea”  di proprietà della “Alma Rosa srl” (di cui socio di maggioranza ed amministratore era Gerardo Faruolo mentre Giuseppe Falco Starace ne era socio di fatto) a Nunzio Esposito e Giuseppe Chiazzo. Secondo gli accordi per la cessione, i due acquirenti si impegnavano a versare cinque milioni di vecchie lire al mese per il fitto della struttura e 50 milioni per la buonuscita. A seguito dell’accordo i nuovi gestori del supermercato si apprestavano a dare il via alla nuova attività, provvedendo anche a riempire gli scaffali di merce pari a 150 milioni di lire. Trascorsi circa 20 giorni dalla nuova gestione, Falco Starace, attraverso minacce, avrebbe chiesto ripetutamente, la restituzione del supermercato, sostenendo che egli era il “capo zona” e che non voleva napoletani nella sua area. A conferma di quanto affermava, successivamente, Starace, unitamente agli altri imputati, avrebbe fatto percuotere, con l’uso del calcio di una pistola, Mariano Grimaldi, al quale era stata sottratta l’autovettura.

Lo stesso Giuseppe Falco Starace avrebbe inoltre costretto i nuovi gestori el supermercato a tollerare il prelievo di circa 400 /500mila lire al giorno.

La sentenza sarà emessa il prossimo 7 marzo.