L'Amabile: intorno una pupazzata. Chiediamo logica e coerenza

La preside contatta Ottopagine: «Non è una guerra alla "via centrale", ma una ribellione motivata»

La dirigente Pappalardo cerca di fare il punto della situazione. Ad un giorno dell'inizio ufficiale delle proteste che dovrebbero coinvolgere i suoi alunni.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Ad Avellino siamo in pieno caos scuole dopo i trasferimenti previsti dalla Provincia per risolvere il “caso De Luca” che riguarda la sicurezza sismica del liceo artistico.

E così in questa confusione spesso anche i toni si elevano come capitato ieri con le dichiarazioni della preside dell'artistico, la professoressa Rosaria Siciliano, che ha parlato ai microfoni di Ottochannel. 

La dirigente dell'istituto tecnico “Luigi Amabile” non ci sta perché questa confusione rischia di nuocere soprattutto agli studenti. E così contatta Ottopagine e cerca di fare il punto della situazione. Ad un giorno dell'inizio ufficiale delle proteste che dovrebbero coinvolgere i suoi alunni.

«Ci sono persone e personaggi – esordisce la Pappalardo - direbbe Pirandello … ed è di “Persone” l’urlo convinto dell’Amabile. Non per attaccamento ad un feudo, perché chi vale non è legato alle “pietre”, per di più vecchie, (come certa “stampa” locale le definisce!), ma difende un’identità storica e culturale non inferiore a quella del Convitto Nazionale o dell’Istituto Agrario».

«Si può anche comprendere – continua - che una logica economica, spesso unilaterale e monodirezionale, costringa a ridistribuire la collocazione delle sedi scolastiche, ma non si può far passare per urgenza ciò che urgenza non è. Non è una guerra alla “via centrale” quella in corso, ma una ribellione per una scelta in questa fase dell’anno scolastico penalizzante, dispendiosa, insulsa. Nessuna negazione alle disposizioni della Provincia, nessuno scontro con chicchessia, nessuna “guerra tra poveri” ma solo dichiarazioni lucide, aperte, razionali, coraggiosamente e lealmente espresse nelle sedi competenti»

Proprio sugli spostamenti la preside non è convinta. E anticipa la confusione che il provvedimento di Palazzo Caracciolo certamente genererà. Mandando nel caos l'ordine di tre istituti.

«Perché quando le menti – spiega la Pappalardo - sono libere e la propria forza si basa solo sul valore della propria Persona, non si ha timore ad esprimere ciò che si pensa nella piena convinzione che chi ascolta abbia la tua stessa onestà culturale ed intellettuale. Emergenza sarebbe stata allocare anche in maniera frazionata, per questo anno scolastico, le classi del ”De Luca”, così come è stato fatto per quella della “Cocchia”, non immaginare un “walzer” di ben quattro scuole in questa fase cruciale per la vita scolastica»

«Ma è come sfollare un banco del mercato! - chiarisce - Peccato solo che lo si faccia nel periodo in cui è più pieno di mercanzia! Si sarebbe potuto effettuare uno screening sulla condizione di tutte le scuole e nel frattempo ci si sarebbe potuti contare il 7 febbraio, ad iscrizioni concluse, si sarebbe avuta contezza dei numeri e sarebbe stato agevole disegnare uno scenario veritiero della realtà di ogni istituzione scolastica senza “confezionare” abiti che ad alcuni stiano troppo larghi e ad altri devono stare troppo stretti! Ma questa è un’altra storia perché il principio dell’ unicità delle sedi la fa da padrone ! Unicità che, nel caso dell’ “Amatucci ”, si estrinseca nella trinità, “uno e trino” si potrebbe dire!»

Dalle parole della dirigente traspare in primo luogo l'orgoglio e il senso di appartenenza per un istituto che sente suo al cento per cento. Non si parla della sede fisica ma degli studenti che come dirigente rappresenta.

«Ma la coerenza - conclude - al pari della logica, sono spesso soffocate da scelte, diciamo così, dettate dall’impeto dell’urgenza! Questo è ciò che urla l’Amabile che sono fiera di rappresentare perché, come suggerito da qualche stimato collega, la scuola non la fanno i locali che occupa, ma le Persone. E’ proprio così! Considerando che in appena un anno l’”Amabile” ha triplicato il numero degli iscritti! Che sia confuso sul banco del mercato o adagiato sui cristalli della boutique più accorsata, per tornare alla “logica economica”, ciò che è di buona qualità si fa notare al di là di ogni cosa, benché, in fondo si sa, per chiudere con Pirandello, tutto intorno a noi sia “un’enorme pupazzata”!»