Coni, anche questi bambini devono lavarsi con l'acqua gelida?

Avellino, Comune consiglia di lavarsi con acqua fredda. Le risposte di bambini e sportivi. Video

(Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video) Dopo la nostra denuncia che mostrava come i ragazzi fossero costretti a lavarsi portando l'acqua da casa. Il Comune ha risposto in modo scioccante: usino l'acqua fredda. Ma ci sono i bimbi

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Abbiamo bambini di sei anni che vengono ad allenarsi qui al Coni. Anche loro devono lavarsi con l'acqua gelida?» Enrico Lembo, della Montemiletto Team Runners, sintetizza lo stato d'animo dei giovani che praticano atletica leggera al Coni. Dopo la nostra denuncia che ha mostrato come gli atleti siano costretti a portare l'acqua calda da casa perché le docce sono rotte, il delegato allo sport, Geppino Giacobbe, ha dichiarato al nostro microfono: «L'acqua fredda per fare le docce c'è. Non ci sono soldi per poter fare di meglio». (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video)

Parole che hanno indignato i ragazzi della Montemiletto Team Runners. Quando arriviamo al Coni si stanno allenando con un gruppo di bambini. Alcuni di loro sorridono alle telecamere. Sono emozionati, poi riprendono ad allenarsi. Sotto la guida esperta e attenta di Enrico. Sono anche questi giovani il futuro dello sport avellinese. O semplicemente bambini che vogliono divertirsi e non hanno le strutture adatte.

Chiede Enrico: «E' mai possibile che dobbiamo fare denunce continuamente? Spogliatoi non funzionanti, erba altissima, tendo struttura chiusa, zero risposte dal Comune».

«Anche perché – gli fa eco Pietro Carpenito, riferimento provinciale Fidal (Federazione Italiano di atletica leggera) – Il Comune ha chiuso le docce a fine novembre senza preavviso. Non ha avvertito nessuna delle associazioni che si allenano al Coni. Poi ha detto che non c'erano i soldi per gestire il servizio. Attraverso il responsabile dell'ufficio preposto, il dottor Cicalese. Giacobbe spiega che mancano i soldi. Ma qual è la verità?».

Domande senza risposta. Magari la burocrazia salverà davvero l'amministrazione, ma si può tenere aperta una struttura senza offrire i servizi minimi? (Docce calde, pulizia dell'erba) E poi pretendere che dall'estate si paghi una tessera d'ingresso? Considerato che all'interno del Coni ci sono due tendo-strutture chiuse. Oltre ai disservizi evidenziati.

Il Comune ora spera nei soldi delle Universiadi. Ma perché non si è fatta una progettazione annuale?

Spiega Carpenito: «Ora le gare istituzionali dobbiamo farle ad Ariano Irpino. Grazie alla disponibilità del sindaco e presidente della provincia, Domenico Gambacorta. La struttura del Coni di Avellino ha perso tutte le competizioni importanti. Perché non c'è manutenzione della pista d'atletica oltre che degli spazi intorno. E nessuno vuole venire a gareggiare qui dagli altri capoluoghi di Regione. Nonostante la posizione logistica favorevole di Avellino».

Guardiamo la pista con la corsia numero “1” consumata. E i volti dei bambini che continuano a correre. Le vittime innocenti di questa incapacità diffusa a livello istituzionale. Perché oltre al Comune l'ente Coni non fa nulla? Che ne è stato del riferimento nazionale Cosimo Sibilia, ex presidente regionale e ora al vertice della Lega dilettanti? Si è forse scordato di Avellino? E anche il professore Giuseppe Saviano, che tanto stimiamo come persone prima che come professionista, perché non fa sentire la sua voce? Non si vive di solo Sport Days purtroppo.

Il Coni è nato per offrire un'opportunità concreta agli sportivi. Ragazzi dell'atletica che ora si dicono disponibili a sedersi intorno a un tavolo con il Comune. Per immaginare insieme una soluzione.

Ps. Questa nota è rivolta a tutti quegli utenti del Coni che camminano a centro pista. Cari signori, prima di chiedere rispetto, datelo. Quello è uno spazio destinato agli sportivi. C'è l'area intorno per muoversi e fare sport non agonistico. La battaglia di civiltà si vince solo tutti insieme.

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