di Andrea Fantucchio
Un viaggio fra tutte le aree verdi della città di Avellino. Per raccontare, purtroppo, un degrado senza fine. Dal centro città, con la villa comunale e lo spiazzale di fronte al tribunale, ai quartieri periferici: Bellizzi, Picarelli, Valle. Senza dimenticare strade un tempo pulite e curate come via Capozzi. Sempre la solita storia: erba alta come nella giungla, cestini pieni di rifiuti, zero manutenzione. Mentre il Comune si nasconde dietro il gran parafulmini del bilancio da approvare. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video)
Purtroppo non è la verità. Se infatti quei soldi sono vitali alla manutenzione è pur vero che Palazzo di Città ha dei giardinieri a stipendio. Che se mobilitati, con un ordine di servizio (accade in ogni azienda del mondo), nel giro di quindici giorni potrebbero già riqualificare tutte le aree verdi del centro. I platani, proprio le ville comunali. E poi passare ai quartieri periferici.
Invece né il sindaco Paolo Foti, massimo riferimento dell'amministrazione, né l'Assessore al ramo, Augusto Penna, sembrano intenzionati a fare qualcosa. Mentre la città con il primo caldo rischia di andare incontro a un' emergenza sanitaria: nei giorni scorsi abbiamo visto i topi presenti in diversi quartieri di Avellino. Per non parlare dell'immondizia seminata in giro dall'inciviltà diffusa.
A questo si somma proprio la beffa di quei giardinieri in disarmo. In attesa di questo “miracoloso” bilancio che dovrebbe risolvere tutti i mali. Ma non si può rimandare in questo modo, di settimana in settimana, un bisogno urgente come quello della pulizia. In molti spazi verdi ci sono le giostre per i bambini. Il sindaco o gli assessori porterebbero i loro figli in via Colombo area ormai vandalizzata e sepolta dai rifiuti? E a Bellizzi e Picarelli? Sono mai stati in questi quartieri? Ieri raccontando del degrado del Coni, e di un caso vergognoso che riguarda alcuni atleti e bambini, abbiamo ascoltato un aneddoto che ci sembra esplicativo.
Una consigliera è stata interpellata da alcuni residenti di via Tagliamento. Per il degrado della strada a partire proprio dalla cura del verde. Questa signora, che non abita certo lontano, avrebbe risposto più o meno così: «Che volete da me? Io lavoro dieci ore al giorno (non si riferiva al ruolo di assessore)» Beh, se così fosse, verrebbe da pensare che tanti membri del consiglio comunale abbiano sbagliato mestiere. Che non conoscano affatto la città e le sue esigenze. Che ignorino quei bisogni concreti ben lontani dai conflitti di poltrone. Il degrado del verde, purtroppo, è solo l'ennesima cartina di tornasole di questa triste evidenza.
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