Rubano il sorriso di mio figlio: perché dobbiamo vivere così?

Avellino, Ferrovia. La video-denuncia di una madre esasperata: «Mio figlio non ce la fa più»

Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video) Antonella Bianco, madre esasperata che abita a via Fontanatetta alla Ferrovia, denuncia una situazione inaccettabile. Spariti gli spazi per i bambini.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Ci sono topi e vipere dove dovrebbe giocare mio figlio con gli altri bambini. E la sera mancano i controlli. Né municipale né polizia, niente di niente. Non è raro che qui sotto si appartino degli sconosciuti. Guardate lì (indica una boccettina rossa, probabilmente metadone)». La denuncia di Antonella Bianco. Residente ad Avellino in via Fontanatetta alla Ferrovia. Una madre esasperata. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video)

In questo quartiere, alla mancanza di spazi destinati ai bambini, si somma l'assenza di amministrazione quotidiana. Anche l'asfalto, a causa delle mattonelle dissestate e dell'erba, è diventato pericoloso.

Mi guardo intorno. Fra i palazzoni, in parte con le pareti scartavetrate, c'è una giungla di sterpaglie e arbusti. Oltre ai cassonetti dell'immondizia ricolmi di rifiuti. Ci dirà Antonella: il ritiro della spazzatura procede a singhiozzo. O, meglio, quando capita.

«L'erba non si taglia da due mesi. E' una giungla. Ho segnalato ripetutamente la situazione al Comune. Nessuna risposta. Sono stata costretta a comprare a mio figlio una consolle. Pur di non farlo uscire qui fuori. Perché non può giocare a pallone serenamente? Gli hanno rubato il sorriso».

Diamo uno sguardo intorno. Un film, purtroppo, già visto. La scorsa settimana vi abbiamo parlato di via Francesco Tedesco. Nell'area dei quartieri popolari poco oltre il cimitero. Dove i bambini giocano a due passi da una struttura fatiscente dove è stato trovato un cadavere. Intorno la stessa cornice che commentiamo oggi: erba incolta, rifiuti sparsi ovunque, pezzi di metallo e altri ostacoli pericolosi per i bambini. Anche qui i giochi gridano vendetta, come in villa comunale. Lo stesso triste monito: Avellino non è una città per bimbi.

A questa evidenza si somma il fallimento endemico della riqualificazione dei quartieri popolari del post terremoto. Alloggi come leve efficaci di consenso in tempi di elezioni e piaga visibile tutto l'anno. Generazioni di cittadini che finiscono per condividere la stessa quotidiana miseria.

«Eppure – commenta Antonella – nessuno denuncia. O, meglio, tutti si lamentano. Ma mai pubblicamente. Come se ci fosse qualcuno da proteggere o, magari, ringraziare. Ma nessun posto di lavoro, nessun favore, vale quello che commentiamo oggi. Un quartiere sporco e abbandonato: dove non c'è futuro per i nostri bambini. Mio figlio ha nove anni. E voglio regalargli un presente e un futuro differenti. Non merita questo. La Ferrovia ha bisogno d'altro».

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