“Il progetto della metropolitana leggera risale al periodo di Di Nunno. Allora il mezzo individuato doveva essere alimentato da un sistema elettrificato a terra molto meno dispendioso e privo di quelle infrastrutture invasive che adesso sono comparse vicino ai nostri balconi. Poi, durante l’amministrazione Galasso, si valutò fallimentare quell'idea e fu realizzata la variante significativa in corso d’opera che ci consegnò il progetto attuale. Quello di una banale filovia". A parlare è Giovanni D’Ercole, uno dei primi a denunciare l’inutilità di questa metropolitana.
"Inoltre, non fu redatto un piano di gestione. Logica avrebbe voluto che se ne occupasse la C.T.I.-ATI, che gestisce in concessione esclusiva il progetto per il Tpl (trasporto pubblico locale) di Avellino. Invece nessuno è stato contattato né allora né oggi". Alquanto strano, considerando che il Comune, come anticipato ieri, non ha ha i fondi per gestire l'opera una volta terminata.
"Ecco, poniamo che il collaudo sia espletato con successo. Chi sarà l’autista degli autobus visto che non ci sono figure simili nell’organigramma comunale? E, molto più banalmente, chi pagherà elettricità e carburante per far funzionare i mezzi? Stiamo imbruttendo la città per nulla. A causa di cosa poi? Non strane dietrologie, ma semplice e purtroppo reiterata sciatteria amministrativa".
"Inoltre, un altro capitolo che merita un approfondimento, è quello relativo agli autobus. I mezzi sono stati già acquistati dal Comune entro dicembre del 2014 ( autobus euro 5) perché nel 2015 questi ultimi non potevano più essere comprati con fondi europei in quanto non euro 6, nuovo standard previsto dall’Unione Europea. Una scelta, come dire, alquanto singolare".
Andrea Fantucchio
