di Andrea Fantucchio
Scandalo Acs: un'indagine che vuole scoperchiare una fitta rete d'interessi che coinvolgeva cooperative, politica e soprattutto i soldi dei cittadini. Ma cos'è davvero Azienda Città Servizi? Quanti soldi ci girano? Chi è coinvolto e in che modo? Per capirlo ci siamo mossi in una fitta giungla di accordi, delibere, appalti e chi più ne ha più ne metta. Seguiteci in questo viaggio.
Partiamo dalle carte presenti sul sito della municipalizzata del comune di Avellino. Report, e non ci sorprende, non completi. Infatti, si va dal 2009 al 2012. Per poi balzare direttamente al 2015. In barba alla legge di trasparenza dettagliata. Le altre relazioni sono reperibili, a questo punto, in Procura.
Partiamo dal periodo che va da luglio 2009 a Dicembre 2010. Quando la partecipata inglobava trentatré dipendenti così ripartiti:
- 14 ausiliari del traffico,
- 13 operatori che si occupavano di custodia e pulizia degli spazi verdi
- 6 impiegati dell'amministrazione
Da giugno ad agosto 2010 i lavoratori complessivi sono 40 con ben 20 addetti al verde. E 45 da settembre a dicembre. Con 16 ausiliari traffico e 23 addetti a custodia e pulizia.
IL DOPPIO RUOLO DI GABRIELI
C'è anche una situazione che vale la pena sottolineare. La figura di amministratore di primo livello, che originariamente prevedeva la realizzazione di un bando per un laureato di economia e commercio, viene ricoperta dallo stesso Amedeo Gabrieli. Facendo ricorso, dice la relazione, a dei consulenti esterni.
I costi della macchina nel 2010 sono di un milione e 618mila euro. Mentre ammontano a un milione e 884mila euro gli introiti derivanti delle soste a raso. Oltre 150mila euro di media al mese.
Ma Acs, non si occupa solo dei parcheggi. Ci sono infatti tutte le aree verdi da pulire e controllare. I servizi, oltre a prevedere l'apertura e chiusura dei parchi, sono riferiti anche alle zone circostanti. E arrivano perfino a regolamentare le attività nelle aree verde e la conduzione degli animali.
Nel 2010 queste erano le strutture che il servizio doveva coprire:
- Casino del Principe,
- Chiesa del Carmine,
- Edificio ex distretto militare,
- Centro sociale Samantha della Porta,
- Parco Villa Amendola,
- Asilo Patria e Lavoro,
- Palazzo De Peruta,
- Villa Comunale,
- Parco S. Spirito,
- Parco Kennedy,
- Villa ex distretto militare,
- Villetta Derna,
- Campo S. Tommaso,
- Campo C.O.N.I. e tendostruttura,
- Settore Urbanistica Settore Patrimonio,
- Archivio Storico
Oltre al servizio ordinario, Acs, con l'approvazione del comune, si occupava anche di diversi interventi in città. Fra l'altro segnaletica, ordinanze e piccola manutenzione. Eseguendo le ordinanze emesse sia dall’ufficio traffico che dalla polizia municipale. Solo nel 2010, Acs ha eseguito cinquanta ordinanze di questo tipo.
Balziamo al 2012. L'organigramma nella custodia e pulizia dei parchi è così distribuito
- Campo Coni 2 dipendenti
- Casino del Principe 2 dipendenti;
- Palazzo Victor Hugo 1 dipendente;
- Giardini e garages “Patria e Lavoro” 2 dipendenti;
- Palazzo de Peruta 2 dipendenti;
- Villa Comunale 2 dipendenti;
- Villa ex distretto (via Colombo) 2 dipendenti;
- Parco Manganelli (Santo Spirito) 1 dipendente;
- Parco Urbano Piazza Kennedy 1 dipendente;
- Campo “Roca” dipendenti;
- Settore Patrimonio dipendente;
- Settore Urbanistica 1 dipendente;
- Teatro Carlo Gesualdo 4 dipendenti relativo ai piani uffici;
A questi c'è da aggiungere l'area intorno al castello, il parco Palatucci e villa Amendola. Come si può facilmente comprendere, il servizio era insufficiente. Con aree emblematiche, pensiamo proprio al Palatucci, i giardinetti di piazza Kennedy e il campo Roca, da tempo simbolo di degrado e incuria.
Forse anche Acs se n'era accorta. E nella relazione del settembre 2012 evidenzia come i lavoratori impiegati siano insufficienti chiedendo una revisione del contratto originario che prevede degli incrementi economici. I principali handicap riscontrati dai lavoratori impiegati: la mancanza di patente che pregiudica gli spostamenti di almeno sette lavoratori, i problemi specifici di due unità, assenti per motivi medici da sei mesi. Con conseguente aumento degli straordinari e riduzione della qualità del servizio.
Così, il comitato di controllo scelto da Acs,composto da Gianluigi Marotta, Carlo Tedeschi (il segretario comunale che era contemporaneamente presidente Ato - leggi l'altra inchiesta) e Tizzani, stila una lista dei nuovi costi da affrontare.
126 mila euro di oneri sociali per i dipendenti per i quali sono scaduti i benefici di assunzione e il merito contributivo Inps. E 280mila per le unità straordinarie impiegate nel 2010.
Per il 2012 sono previsti poi altri 390mila euro così ripartiti:
- 110mila per attività straordinaria del personale
- 70mila per le attività di pulizia esterna,
- 120mila per contratti e servizi per tecnologia,
- 40mila per consulenze legali – commerciali e medico del lavoro
- 50mila per la logistica che spazia dai mezzi di trasporto, all'abbigliamento fino alla cancelleria).
Arriviamo all'ultima relazione disponibile, quella del 2015. Acs si occupa a questo punto delle principali aree verdi intorno al centro di Avellino avvalendosi di tredici giobani messi a disposizione dalla Onlus “Casa sulla Roccia”, il cui presidente MauroAquino si è dimesso proprio in seguito all'inchiesta Acs.
IL COMUNE, ACS E LE COOPERATIVE
Ma il coinvolgimento della cooperativa non è un caso isolato. Il verde viene gestito principalmente da soggetti esterni, regolato (si legge nella relazione) da contratti d'appalto e disciplinari tecnici prodotti dalla stessa Acs, dove sono indicate le normative tecniche per i lavori da eseguire.
Acs precisa inoltre, che per regolare questi tipi di rapporti e farli rendere al meglio, sono presenti diversi uffici di coordinamento tecnico, promozione, comunicazione, gestione amministrativa e tecnica. Inoltre, la partecipata informava il comune di aver dato continuità alle cooperative sociali giù utilizzate per la gestione dei servizi di manutenzione. Da quella stradale a lavori di piccola edilizia e falegnameria fino ai servizi di reception. Ci si occupava anche della gestione di uffici come quelli per la raccolta firme del servizio di mense scolastiche.
La cooperative confermate sono:
La Ccse (il cui contratto precedente scadeva a luglio 2015) con sede ad Avellino che si occupa proprio di gestione parcheggi e autorimesse. Ha per riferimenti Sergio Galluccio e Vincenzo Marciano ( entrambi indagati proprio nella vicenda Acs) 4 unità lavorative impiegate da Acs
La cooperativa sociale onlus “Qua la mano” (il cui contratto scadeva a luglio 2015) con sede ad Avellino . Si occupa di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili e fa riferimento all'ex consigliere comunale Pino Freda (Anche lui indagato). 7 unità lavorative impiegate da Acs
La cooperativa sociale onlus “Panta Rei” (il cui contratto scadeva a dicembre 2015) con sede a Montemiletto che si occupa di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili. 4 unità lavorative impiegate da Acs. Con rappresentante legale (fonte albo regionale iscrizione) Puzo Agostina
La cooperativa sociale onlus Mosè ( il cui contratto scadeva a dicembre 2015) , con sede sempre a Montemiletto, che si occupava di supporto alle imprese nca.. 7 unità lavorative impiegate da ACS
Questi gli spazi che venivano inclusi nel contratto:
- Campo Coni,
- Giardini e garages “Patria e Lavoro”,
- Palazzo de Peruta,
- villa Comunale,
- villetta ex distretto (via Colombo),
- Parco S.Spirito,
- Parco Urbano Piazza Kennedy,
- Campo “Roca”,
- Teatro Carlo Gesualdo (uffici),
- Villetta Derna,
- Villetta del Franco,
- Villa Q9,
- Chiesa del Carmine,
- Bagni pubblici dell'area del mercato
Ai quali si aggiungono successivamente diversi uffici comunali e degli stabili del Victor Hugo.
Come avete potuto leggere l'universo di Acs andava ben oltre l'attività parcheggi e tutela del verde pubblico, coinvolgendo diversi aspetti della vita della città. Intersecandosi spesso fra la politica e quella zona grigia che permetteva allo stesso sistema di sorreggersi. Un universo intorno al quale giravano due ingenti flussi: quello di denaro e servizi, ben più visibile, e quello indiretto che dirottava, qualora le accuse fossero confermate, scelte vitali per la vita della città. Sacrificando, in questo gioco di interessi, i soliti cittadini.
