Caso Partenio, Giordano: "Non accettiamo offese a casa nostra"

Il consigliere di minoranza replica a Walter Taccone. Di Iorio: "La convenzione può essere nulla"

Avellino.  

 

di Marco Festa

“Ci sono dei consiglieri comunali che evidentemente quando abbiamo fatto i lavori stavano a casa loro oppure mangiando la pasta e fagioli”. Così si era espresso, non più tardi di cinque giorni fa, nello stesso luogo, ovvero la sala conferenze del Comune di Avellino, l'amministratore unico dell'U.S. Avellino, Walter Taccone, per replicare alle accuse di utilizzo abusivo del “Partenio-Lombardi”, mosse dalla consigliera d'opposizione Francesca Di Iorio per via della querelle relative allo stadio cittadino, tra debiti e crediti vantati in simultanea dal club e dagli amministratori di Palazzo di Città. Oggi la replica del consigliere di minoranza Giancarlo Giordano e della stessa Di Iorio nel corso di una lunga conferenza stampa, riassunta così dal già citato Giordano: “Il nostro obiettivo era innanzitutto quello di rispondere a chi è venuto nella casa comunale ad offendere rappresentanti istituzionali senza che due assessori, al suo fianco, abbiano mosso un dito. Questo è insopportabile da un punto di vista istituzionale e rimarca ulteriormente a cosa si è ridotto questo Comune. Parlo del presidente Taccone, ovviamente”.

Nessuna questione personale. Giordano chiarisce l'importanza di diradare le zone d'ombra relative ad una questione complessa e controversa per un principio di equità e rispetto delle regole ed a tutela degli interessi collettivi: “Siamo venuti qui per ribadire che la nostra attenzione non riguarda lo stadio Partenio, ma anche lo stadio Partenio; riguarda tutte le strutture pubbliche da cui un amministrazione ancora in carica ha detto di voler recuperare reddito. Se si vuole recuperare reddito si devono innanzitutto riscuotere i fitti”.

Dura la stoccata nei confronti degli assessori Valentino e Preziosi, tacciati di aver permesso di screditare l'operato comunale previo poi procedere ad azioni di tenore decisamente meno conciliatorio rispetto a quello dimostrato al fianco del patron dei lupi: “Lasciamo lavorare gli uffici, con l'auspicio che facciano presto: a un punto di verità bisognerà pur arrivare. Noi siamo qui per svolgere la nostra funzione di controllo, penso che la stiamo svolgendo in maniera efficace. Intanto una diffida di pagamento è stata già inviata all'Avellino Calcio negli ultimi giorni, proprio dall'assessore dell'ufficio Patrimonio Valentino, per un importo di 803mila euro. Allora è inutile che fanno le conferenze stampa dove sembra che va tutto bene e poi salgono sopra al secondo o al terzo piano e fanno le lettere di diffida allo stesso presidente che stava seduto affianco a loro: parlassero una lingua chiara ai cittadini e avessero comportamenti conseguenti rispetto alla comunità. Noi non stiamo attaccando né Taccone, che non conosco, né l'Avellino calcio, di cui sono tifoso, da anni. Non ci interessa proporre problematiche alla società in termini sportivi. Ci interessa un'amministrazione sana, che sa quali sono gli obiettivi da raggiungere e che si propone come obiettivo principale gli interessi degli avellinesi”.

In apertura, spazio ad una serie di puntualizazzioni di Francesca Di Iorio: “Non stiamo attaccando nessuno. E' una questione di trasparenza, di rispetto verso le altre società, minori, con cui abbiamo stipulato altri accordi. Stiamo verificando gli atti amministrativi prodotti nel passato per migliorare il futuro. Quando ho parlato di Avellino che gioca abusivamente al “Partenio-Lombardi” l'ho fatto perché la convenzione potrebbe essere nulla. Il motivo lo conoscete: i canoni non sono stati incassati dal Comune, come previsto dall'articolo 2. Se ci fosse stato un impegno da parte del Comune stesso a scomputare o a riconoscere quelle somme sarebbero state messe in uscita, nei bilanci. Non ci sono. E non è un dettaglio. Mettere di nuovo mano alla convenzione vuol dire trovare quell'escamotage che porta ad un pareggio che in questo momento non è possibile”.