L'Avellino c'è: Castaldo e Trotta stendono il Lanciano

I lupi vincono il trofeo "Maio" con un gol all'87' del bomber casertano, che poi viene espulso

Lanciano (CH) - L’Avellino si regala il bis, vincendo, per il secondo anno consecutivo, il trofeo “Guglielmo Maio”. Decide la sfida amichevole un gol all’87 di Trotta, dopo il botta e risposta tra Castaldo (25’) e l’ex Di Cecco (51’). È il miglior viatico per iniziare la settimana che culminerà nel derby di Coppa Italia, in programma domenica prossima, al “Partenio-Lombardi”, contro la Casertana, che si è guadagnata l’accesso al secondo turno piegando, ai tempi supplementari, con un gol di Diakite, il Lecco.

Gli schiramenti - Il Lanciano scende in campo con il classico 4-3-3 di D’Aversa, che manda in campo Aridità tra i pali; Aquilanti, Penna, Amenta e Mammarella in difesa; Vastola, Bacinovic, Di Cecco a centrocampo; Di Francesco, Padovan, De Silvestro in attacco. Tesser risponde con il rodato 4-3-1-2, con qualche, annunciata, novità rispetto all’ultimo undici iniziale, proposto nella seconda edizione del memorial “Nicola Taccone”. In porta Offredi; linea a quattro difensiva composta da Nitriansky, Biraschi, Chiosa e Giron; Gavazzi, Arini e Schiavon in mediana; Soumarè a supporto di Castaldo e Mokulu. Arbitra l’incontro il signor Ripa della sezione di Nocera Inferiore.

Il primo tempo - Pronti, via, e la sfortuna si accanisce subito contro i lupi: Chiosa poggia male il piede e si accascia a terra. Poi riprende a giocare. Ma la beffa si completa al 16’: perché il difensore di Ciriè non ce la fa a continuare. E l'Avellino è già costretto al primo cambio: dentro Ligi. Nove minuti prima, biancoverdi vicinissmi al vantaggio: Soumarè spinge il contropiede e serve Castaldo; l'attaccante, a tu per tu con Aridità, incrocia il destro, ma l'estremo difensore degli abruzzesi si salva in angolo con i piedi. Ma il “dieci” vuole salutare i suoi tifosi, prima dell’inizio delle gare ufficiali, alle quali non potrà prendere parte per quattro mesi in seguito alla squalifica per i fondi in nero percepiti ai tempi della Nocerina. E fa gol. È il 25’, Arini ruba palla e serve Schiavon, che crossa per la testa di Castaldo: il "dieci" approfitta di un errato posizionamento di Amenta e non lascia scampo ad Aridità, schiacciando il pallone a terra dal limite dell'area piccola. Il Lanciano accusa il colpo e non riesce ad imbastire una reazione degna di nota, preso in controtempo, appena se ne materializza l’opportunità, da rapidi capovolgimenti di fronte spinti da un ottimo Soumarè. Al 35’, però, è la fortuna ad aiutare l’Avellino, in maglia bianca per l’occasione: palo della "bestia nera” Amenta, che con uno dei suoi letali colpi di testa, su calcio d'angolo di Mammarella, manda ad infrangersi sul legno il pallone, che poi schizza via. Si va al riposo sul risulato di 0-1.

Il secondo tempo - La ripresa è inevitabilmente condizionata dalla girandola di cambi, che spezzettano di continuo il gioco determinando un abbassamento del ritmo della gara. Al 54', Tesser cambia tutto l’attacco: fuori Soumarè dentro Insigne; Trotta prende il posto di Castaldo; Tavano rileva Mokulu. Ma il secondo tempo inizia, soprattutto, con il pari della Virtus, che sfonda sulla sinistra della difesa biancoverde: al 51' Lanini va via e mette al centro un pallone che l'ex Di Cecco deve solo spingere in rete, a due passi dalla linea. Poi tanti sbadigli e qualche fiammata di Lanini, che alla fine verrà premiato come miglior giocatore della partita.

Il momento chiave - Quando i rigori sembrano il naturale epilogo della serata abruzzese, ci pensa Trotta a diventare protagonista. In positivo e in negativo. È l’87’: Zito, subentrato a Gavazzi, scarica centrale per Insigne, che s’inventa una magia di tacco che smarca il bomber casertano a tu per tu con Casadei; piatto chirurgico, portiere spiazzato e 1-2. L’attaccante inizia poi a battibeccare con Ripa che lo richiama e lo ammonisce. Ma il “caso” non è chiuso. Vola qualche parolina di troppo e arriva il rosso. Ma poco conta. Perché il gol è decisivo. Tre minuti di recupero: finisce 1-2. L’Avellino è davvero sulla strada giusta.

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L'inviato a Lanciano, Marco Festa