Un cuore grande. Rieccolo, il cuore biancoverde. Il cuore di gente vera, genuina, autentica. Un cuore che pulsa a più non posso non solo per quella maglia che si impara a difendere fin da piccoli e per cui c'è un amore autentico, che si tramanda di generazione in generazione, come la più preziosa delle eredità. Un cuore che si nutre di una passione che fa sembrare i tanti kilometri, percorsi su e giù per l'Italia, pochi metri; così forte per cui la sveglia non suona mai troppo presto ed al cospetto della quale si spellano, a forza di applausi, le mani di tante tifoserie avversarie, che riconoscono uno spettacolo, raro se non unico, di colore, passione e sportività. “Més que un Club” volendo citare il motto del Barcellona. Oggi è stato ribadito, semmai ce ne fosse stato bisogno, un concetto: essere tifosi dell'Avellino non vuol dire solo seguire una partita. No. Dietro al lupo c'è una comunità che dalla Campania scollina lungo il sud e il nord Italia; che spesso valica pure i confini nazionali e continentali. Non è solo calcio.
Dietro all'Avellino c'è una marea di persone che nel pallone trova un momento di aggregazione, che sfocia in amicizia e affetti puri, veri; in condivisione di tutto: non solo di vittorie e sconfitte sugli spalti, ma soprattuto di gioie e dolori della vita quotidiana. Tutti pronti a fare quadrato, a darsi forza l'un l'altro per esaltare una delle principali attitudini del popolo irpino: quella di lottare. E così, dopo l'incredibile sostegno al piccolo Matteo, con un gruppo da trentanovemila persone creato dal nulla diventato il centro virtuale per solidarietà reale ed estremamente preziosa, i supporters biancoverdi sono scesi di nuovo in campo. Non per una gara dell'Avellino, ma per sostenere chi per l'Avellino impazzisce, proprio come loro. Ha commosso tutti e fatto il giro del web la foto postata sulla pagina facebook BUA BAND Ultras Avellino, tra le più attive e frequentate dai supporters avellinesi. Lo scatto ritrae il piccolo Simone, un bambino di quattro anni, grandissimo tifoso dei lupi: “Abbiamo avuto modo di conoscerlo grazie a un amico di Frosinone, Luciano Pironi. Ci ha colpito la forza il coraggio di questo bambino e della sua famiglia di lottare in silenzio, uniti e compatti per distruggere il bastardo che è, era, dentro Simone. Vai Simone Avellino è con te, L'Irpinia e con te” si legge nella didascalia postata sotto l'istantanea. Il piccolo, a bordo di un passeggino, stringe e mostra, fiero, un adesivo che recita “Istinto Irpino”. Sì, vai Simone: fuori l'istinto irpino, fuori le zanne del lupo. Queste sono le vere sfide da vincere. E che gli irpini, insieme, sanno vincere.
Foto: pagina facebook BUA BAND Ultras Avellino
Marco Festa
