La Procura di Ascoli Piceno aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta a carico di cinque ufficiali dell'Aeronautica, alla quale si erano opposti i familiari delle vittime. La parola è perciò passata al gip Guliana Filippello, che ha ordinato altri sei mesi di indagini sul tragico scontro in volo tra due Tornado che il 19 agosto di due anni fa era costato la vita ai quattro membri dei due equipaggi.
Tra loro il capitano dell'Aeronautica Paolo Pietro Franzese, 35 anni, nato a Benevento – nel capoluogo e in provincia risiedono alcuni familiari -. Figlio di un'ex dipendente dell'Enel originaria di Ponte e di un professore, Franzese era cresciuto nel Napoletano. Sposato a padre di un bimbo, abitava a Montichiari, nel Bresciano.
Quel giorno era decollato dalla base stanziale del 6° Stormo di Ghedi, in provincia di Brescia, per una missione di addestramento pianificata, propedeutica ad un’esercitazione della Nato in programma nei mesi successivi
L'aereo pilotato dal capitano Mariangela Valentini, 32 anni di Borgomanero, in provincia di Novara, nel quale sedeva sul seggiolino posteriore, era entrato in collisione con il velivolo con a bordo il capitano pilota Alessandro Dotto, 31 anni di Ivrea, e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, 36 anni, di Palermo. L'impatto e l'esplosione nel cielo di Ascoli non avevano dato scampo, i rottami dei mezzi erano precipitati sui monti della Laga, ad una trentina di chilometri di distanza, fra i comuni di Venarotta e Gimigliano. Di qui l'avvio dell'inchiesta sull’operato dei cinque ufficiali, in servizio alla base di Ghedi, che si erano occupati a vario titolo dell'esercitazione.
Un lavoro investigativo corredato anche da una consulenza tecnica, al termine del quale il Pm aveva proposto l'archiviazione perchè “nella sequenza causale che avrebbe ingenerato l'evento mortale non sarebbero configurabili comportamenti colposi tali da integrare la responsabilità penale degli indagati”.
Il giudice ha però ritenuto indispensabile, anche sulla base delle argomentazioni offerte dai legali delle parti offese (per i familiari del capitano Franzese l'avvocato Mauro Carrozzini), di non scrivere la parola fine. Altre indagini, dunque; in particolare, per “valutare le conseguenze della diversa sequenza di partenza dei due Tornado e la mancata adozione, sui velivoli utilizzati”, di un sistema – Pta 1334 – che “avrebbe consentito ai due equipaggi di avere contezza della reciproca posizione e quindi evitare la collisione”.
Esp