Altra trasferta, altra delusione per 150 irriducibili che, sfidando pioggia e distanza, sono partiti alle prime luci dell'alba per sostenere la squadra del cuore in una delle trasferte più lontane della stagione. Il sogno era quello di tornare a casa con il primo successo esterno della stagione, purtroppo però la Salernitana ha deluso nuovamente le aspettative perdendo per 2-0 a cospetto di un Cittadella cinico, a tratti fortunato e favorito dall'espulsione di Tuia e dalla giornata di grazia del portiere Alfonso. Sin dal riscaldamento, gli ultras hanno caricato a dovere i propri beniamini intonando un "Ci devi credere" che ha ammutolito il freddo pubblico locale. Di fatto, la Salernitana ha giocato in casa e il fattore campo ha pesato molto relativamente; il settore ospiti, gremito anche da tanti salernitani residenti al Nord Italia, ha indossato idealmente la maglia numero dodici trascinando i granata nei momenti di maggiore difficoltà e che avrebbero abbattuto chiunque.
Commovente l'atteggiamento del pubblico negli ultimi 10 minuti, a gara ampiamente compromessa e con il Cittadella che ormai aveva i tre punti in tasca. Cori, sciarpate, frasi di incitamento e quell' "Io canterò oltre il 90'" intonato a squarciagola, con orgoglio ed immenso senso di appartenenza. A fine partita fischi per tutti: da Sannino a Rosina passando per Coda, Donnarumma, Vitale e tutti quei calciatori che non stanno ripagando le aspettative di una piazza che non pretende di vincere a tutti i costi il campionato, ma che si aspettava maggiori soddisfazioni dopo la salvezza sofferta dell'anno passato. A questo punto, in assenza di iniziative promozionali, facile prevedere una nuova fuga dall'Arechi domenica prossima in occasione della gara con la Ternana; al di là della classifica deficitaria, ciò che dispiace di più è aver dilapidato quel patrimonio di entusiasmo che si era faticosamente ricreato. Palla a Lotito e Mezzaroma: Salerno, la sua partita, l'ha vinta ancora una volta.
Gaetano Ferraiuolo