Salerno

Partiamo da una premessa. Troppo facile dire che questa squadra possa competere per le zone alte della classifica quando le cose vanno bene: da queste colonne intendiamo ribadire il concetto proprio ora che la Salernitana sta vivendo il suo primo- e si spera ultimo- momento di crisi. Quando in rosa hai calciatori come Bernardini, Tuia, Laverone, Vitale, Odjer, Della Rocca, Busellato, Coda, Rosina, Donnarumma, Improta e Zito non puoi certo rischiare di retrocedere in una serie B molto equilibrata e in cui, Verona a parte, tutti sono battibili. Come mai, allora, i granata si ritrovano in quella posizione? A Salerno sembra quasi non si possano concedere alibi ad una squadra a tratti brutta, a tratti confusionaria, ma che meritava almeno 4-5 punti in più. Ricordiamo, tanto per rinfrescare la memoria, gli orrori arbitrali nelle sfide con Spal, Entella, Pisa e Cittadella, i tanti legni colpiti, i miracoli dei portieri avversari, il predominio territoriale avuto in quasi tutte le partite interne ed esterne. I se e i ma non costruiscono la storia e non vogliamo certo fare come Zeman che, ultimo in classifica e contestato dal pubblico, si difese presentandosi in conferenza stampa con una serie di statistiche che vedevano la Salernitana prima per tiri in porta, possesso palla, ecc ecc. Anzi, il nostro obiettivo è rimarcare cosa non sta funzionando invitando l'ambiente a mantenersi sereno evitando disfattismi che non contribuirebbero alla risalita dei granata.

Quali i capi di imputazione? Anzitutto il rendimento del reparto offensivo. Anche in questo caso, purtroppo, siamo stati buoni profeti: pur avendo segnato tanto l'anno scorso, Coda e Donnarumma non sono due fuoriclasse e non possono certo risolvere da soli i problemi di una Salernitana che segna con il contagocce. Se poi l'allenatore non li fa mai giocare insieme o li costringe a girovagare per il campo schierandoli a 40 metri dalla porta avversaria, diventa tutto tremendamente più difficile. Due sono le soluzioni possibili: acquistare un attaccante forte a gennaio o affidarsi a loro sperando possano ripetere le imprese della passata stagione. L'equivoco principale riguarda Alessandro Rosina. Se è vero che la collocazione tattica non ha mai convinto, è altrettanto vero che l'ex Catania sta sbagliando anche gli appoggi più semplici e non ha quasi mai fatto la differenza come lecito attendersi. Da questo punto di vista, vien da chiedersi che colpe si possano attribuire ad una società che ha investito oltre un milione di euro su un calciatore invidiato da tutta la serie B. A Sannino- riconfermato, ma all'ultima spiaggia con la Ternana- il compito e l'obbligo di far rendere i tre attaccanti per il meglio. 

Aggiungiamo le caratteristiche del centrocampo. Busellato, Della Rocca e Odjer sono encomiabili per impegno, abnegazione, intelligenza tattica, forza atletica e capacità di recuperare palloni, ma peccano quando si tratta di costruire. A questo punto, in una squadra senza il classico regista (che poteva essere Moro), il mister potrebbe schierare l'unico calciatore che ha queste doti, ovvero Ronaldo: sarà anche lento, ma se non hai alternativa è quasi obbligatorio affidarti a lui, in attesa che il mercato di gennaio riapra e si possa correre ai ripari. La difesa, paradossalmente, pur essendo infilata con continuità può potenzialmente rappresentare un punto di forza, a patto che si abbia coraggio di osare anche a destra: insistere su Perico (in calo da settimane) bocciando a prescindere Laverone costringe Improta a correre per tutto il campo a caccia di palloni giocabili, mentre ci si sbilancia a sinistra senza avere adeguata copertura. Non capiamo, infine, perchè Sannino accantoni i giocatori proprio nei loro momenti migliori. Donnarumma segna due gol in due partite? Finisce in panchina per un mese. Donnarumma, con il Pisa, sfiora due volte il gol in 5 minuti mentre Coda fa fatica? Viene sostituito tra i fischi del pubblico. Luiz Felipe diventa piacevole rivelazione e prende 7 in tre gare di fila segnando finanche un gol decisivo? Si ritrova fuori a favore di un Tuia che, con gli anni, non è riuscito a correggere quei difetti di concentrazione che non gli hanno permesso di rendere per quelle che sono le effettive- ed enormi- potenzialità.

In queste 13 partite, insomma, è accaduto praticamente di tutto e la buona sorte ha voltato le spalle ai granata. Siamo certi, e lo ribadiamo esponendoci probabilmentea critiche, che la Salernitana non sia da promozione diretta, ma che sia inferiore soltanto a Bari, Verona, Frosinone e Carpi. Manca consapevolezza dei propri mezzi ed un pizzico di fortuna, ma le somme si tireranno alla fine e il pubblico deve stare vicino a questa squadra.

Gaetano Ferraiuolo