Dopo aver contribuito in modo determinante alla risalita in cadetteria della Salernitana dopo il fallimento e il declassamento in quinta serie, la tifoseria granata sta vivendo una sorta di "anno di assestamento". L'anno scorso, nonostante i risultati negativi e innumerevoli prestazioni censurabili, il pubblico ha risposto presente gremendo gli spalti soprattutto nei momenti di difficoltà rappresentando il cosiddetto dodicesimo uomo in campo.
In 22mila contro il Modena, in 15mila per le sfide con Como e Vicenza, addirittura 27mila spettatori per Salernitana-Lanciano, match di ritorno dei play out dall'esito già scontato dopo l'1-4 dell'andata. Per la prima volta in questo lustro targato Lotito-Mezzaroma, è la società a essere in "debito" con la gente e la sensazione è che il "pienone a prescindere" non ci sarà più se non nelle partite di cartello. I 20mila di Salernitana-Verona rischiano di essere un lontano ricordo se la Salernitana non darà un senso ad una stagione sin qui addirittura più deludente di quella passata. Domenica arriva la Ternana e zoccolo duro e abbonati sono pronti a sostenere la squadra, ora più che mai bisognosa di giocare con l'apporto della gente.
Toccherà, però, ai calciatori trascinare il pubblico restituendo entusiasmo ad una piazza che, legittimamente, vuole sognare in grande senza porsi limiti e obiettivi. Aver dilapidato l'iniziale patrimonio d'entusiasmo è stato l'errore più grave della Salernitana, un problema ben più grande dell'attuale posizione di classifica e della crisi di risultati che attanaglia gli uomini di Sannino. Lo abbiamo detto più volte: la società dovrebbe incentivare l'afflusso del pubblico attraverso iniziative promozionali e allenamenti a porte aperte, un modo per permettere a tutti di vivere la passione sportiva 365 giorni all'anno e non solo 4 volte al mese.
Solo stando uniti si potrà superare un momento delicato, difficile, ma non drammatico. Per battere la Ternana sarà fondamentale il tifo dell'Arechi, per avere un grande tifo sarà determinante l'atteggiamento positivo dei giocatori e dell'allenatore. Trasciniamoci a vicenda, dunque, verso posizioni di classifica diverse: le meritano società e dirigenza, le meritano soprattutto tifosi che hanno pochi eguali in Italia e che ora, prima di recarsi al botteghino, vogliono vedere fatti concreti.
Gaetano Ferraiuolo