di Siep
Ancora spari e sangue a Napoli. È di un ragazzo ucciso e un altro ferito il bilancio dell’ennesima sparatoria avvenuta a Napoli, nel cuore della notte. A perdere la vita Antonio Bottone, ventotto anni, pregiudicato, mentre D. P., ventuno anni è ferito e non corre pericolo di vita.
Stando a quanto appurato dai carabinieri e riportato dal portale ilmattino.it i due amici si trovavano nei pressi di una cornetteria in viale dei Pini, zona Colli Aminei. Ad un certo punto sarebbero stati esplosi coli di pistola. alcuni avrebbero attinto Bottone mortalmente. Soccorsi, sono stati trasportati verso l’ospedale Cardarelli ma Bottone, ferito mortalmente, è morto durante il tragitto; non rischia D. P., raggiunto da un colpo di pistola alle natiche. Resta al momento sconosciuta la dinamica esatta della sparatoria.
E' troppo presto per stabilire se la matrice del raid sia di natura camorristica. Eppure i carabinieri, che da stanotte svolgono le indagini e sono coordinati dal capitano Luca Mercadante, comandante della Compagnia Vomero, stanno scavando nel passato dei due giovani. Si indaga sui presunti rapporti di uno dei due obiettivi dell'agguato con ambienti e personaggi legati alla criminalità organizzata della Sanità. E intanto è passato poco più di un mese dall'ultimo agguato di Camorra nella fatidica zona dei "Capitoni di Miano". Solo in 30 settembre scorso perdevano la vita a seguito di un agguato in pieno giorno e presso il Vico Cotugno a Miano, Salvatore Corrado e Domenico Sabatino. Oggi invece a restare senza vita Antonio Bottone, pregiudicato poco più che ventenne e conosciuto nella zona, mentre per dall'amico, anch'esso colpito dagli spari e medicato presso il pronto soccorso dell'ospedale Antonio Cardarelli, non sono state rese pubbliche le generalità.
Ma la lista dei morti ammazzati è lunga. Precedentemente a morire sotto i colpi dei sicari era stato Giuseppe Guazzo a Chiaiano. Oltre ad una guerra per la conquista del territorio a seguito del pentimento di Salvatore, Mario e Carlo Lo Russo, non sarebbe da escludersi una faida interna o eventualmente, di un regolamento di conti.