Benevento sesto, seconda vittoria di fila, ripreso il cammino interrotto in campo esterno. Una vittoria importante, forse anche più ampia di quanto non dica il risultato finale firmato dall’ex Fabio Ceravolo. All''attivo della squadra di Baroni non solo la segnatura della “belva”, ma anche la traversa di Ciciretti e tante occasioni che avrebbero potuto chiudere prima la partita. Primo tempo meglio del secondo. Anche un po’ di stanchezza fisica nel finale.
LA CHIAVE TATTICA
L’applicazione dei due mediani Buzzegoli e Chibsah che si fondono con i tre che giocano sulla tre quarti spacca praticamente a metà la Ternana che non riesce a costruire nulla palla a terra e deve affidarsi a lunghi lanci dalle retrovie che sono sempre preda dei difensori giallorossi. Nel primo tempo Ciciretti fa il bello e cattivo tempo sulla fascia destra e letteralmente “scherza” con il giovanissimo (è del ’97) Della Giovanna. Tanto che Carbone lo cambia tra il primo e secondo tempo, facendo entrare in campo Germoni. Nella prima frazione di gioco non c’è quasi partita. Il Benevento è messo benissimo in campo e tutto sembra funzionare alla perfezione. Si riguadagna velocemente palla, la smista bene agli esterni, si va a concludere con semplicità. Ecco, se un neo si può trovare è proprio sulle conclusioni. Un po’ di sfortuna sulla traversa di Cicero, un po’ di imprecisione in altre occasioni. Nella ripresa la Ternana prova ad alzare il suo baricentro, ma è pericolosa solo su palle ‘sporche’, quando prova a sfruttare la fisicità di Avenatti e il tiro di Falletti. Il Benevento difende qualche metro più dietro, sofferto un po', chiude tutte le linee di passaggio, è attentissimo fino alla fine e si porta a casa una vittoria preziosissima.
LA SVOLTA
Non può che essere il gol di Ceravolo dopo appena tre minuti e 10 secondi di partita. Una rete splendida che mette in copertina tre giallorossi su tutti: Buzzegoli che disegna una grande traiettoria per il “Cicero”, che a sua volta ha un controllo da acrobata e un tocco miracoloso per il compagno di squadra Ceravolo. La “belva” non deve fare altro che appoggiare in rete da due passi e segnare il classico gol dell’ex. Mani alzate, nessun festeggiamento come è giusto che sia per un giocatore che ha disputato le ultime quattro stagioni con le fere umbre.
L’ERRORE
Lo chiamiamo così, anche se ci sembra di cercare il pelo nell’uovo. E’ quello che avrebbe potuto chiudere la partita dopo appena quattro minuti e 50 secondi: la palla di nuovo a sinistra sul piede di Ceravolo tutto solo davanti a Di Gennaro: forse con un pizzico di freddezza in più avrebbe potuto evitare il ritorno dell’amico Meccariello che gli ha deviato la conclusione del 2 a 0. La partita sarebbe finita prima di quanto tutti si aspettassero.
LA PRODEZZA
Ne contiamo tre e le assegniamo al “monumento” giallorosso Ghigo Gori. Prima salva con un balzo felino su Defendi, poi addirittura di piede su Di Noia e Di Livio. Quando il Benevento ha bisogno di aiuto lui c’è sempre. E anche questa volta appone la sua firma su una bella serata giallorossa.
Franco Santo