Avellino

 

di Marco Festa

Fiducia a tempo. Ennesima, per certi versi disperata, ricerca di soluzioni tecnico-tattiche per trovare gol e punti. Porte chiuse per tenere a debita distanza contestazioni e pressioni. L'Avellino, che questo pomeriggio, alle 15, sul manto sintetico del “Partenio-Lombardi”, inizia la preparazione in vista della trasferta in programma domenica, al “Cabassi”, contro il Carpi, dà il via ad una settimana ad alta tensione. Un clima che ormai non rappresenta una novità per il lupo, reduce da due sconfitte consecutive, e con il suo allenatore, Domenico Toscano, nel mirino della stragrande maggioranza della piazza, che ne chiede a gran voce dimissioni o esonero utilizzando i social network per ribadire, senza sosta, il concetto nella speranza di far pesare la propria voce.

A sottolineare che i nervi sono tutt'altro che distesi, se mai ce ne fosse bisogno, l'annullamento dell'amichevole, organizzata la scorsa settimana, che avrebbe dovuto mettere di fronte, giovedì a Lioni, i biancoverdi e la Giuseppe Siconolfi di Sant'Angelo dei Lombardi. L'imperativo è isolarsi per preparare al meglio la gara valevole per la quattordicesima giornata di Serie B, alla quale non prenderanno parte, tra le fila irpine, D'Angelo, squalificato, Camarà, Radunovic e Djimsiti, impegnati con le rispettive nazionali.

Con il ritorno di Asmah dal turno di stop imposto dal giudice sportivo dopo il rosso per somma di ammonizioni rimediato a Ferrara è verosimile l'adozione di un nuovo modulo: il 4-4-2. Frattali tra i pali; Donkor, Gonzalez, Perrotta e il già citato cursore di fascia ghanese in difesa; Lasik, Omeonga, Paghera più uno tra Belloni e Soumarè a centrocampo; Castaldo e Mokulu in attacco. Basterà? Tra tanti dubbi una certezza: quella in Emilia Romagna è davvero l'ultima prova d'appello per Toscano confermato anche per le modalità con cui è maturato il k.o. contro il Frosinone: una battuta d'arresto su cui hanno inciso in maniera significativa sviste arbitrali ed in cui la squadra ha provato a reagire, dopo essere passata in svantaggio, dimostrando il proprio attaccamento al mister perennemente sulla graticola.