E' arrivata l'ufficialità, Stefano Pioli è il nuovo allenatore dell'Inter.
Questo il comunicato ufficiale del club nerazzurro: "FC Internazionale annuncia di aver trovato un accordo con l'allenatore Stefano Pioli. Il tecnico emiliano si legherà ai colori nerazzurri fino al 30 giugno 2018 e sarà accompagnato a Milano da alcuni nuovi collaboratori che entreranno a far parte dello staff della prima squadra: Giacomo Murelli (allenatore in seconda), Davide Lucarelli (collaboratore tecnico), Matteo Osti (preparatore atletico) e Francesco Perondi (preparatore atletico).
PIOLI A SALERNO - Dopo la sconfitta interna contro l’Atalanta, l’ex presidente Aliberti sostenne metaforicamente che “pur essendo un bravo tecnico non aveva ancora preso il foglietto rosa”, ma in realtà il lavoro svolto sin lì lasciava già intravedere doti tecniche ed umane che lo avrebbero reso un grande allenatore. Così come accaduto per altri suoi colleghi e per tantissimi calciatori, anche per Stefano Pioli Salerno ha rappresentato un fondamentale trampolino di lancio, un’occasione unica per farsi conoscere ed apprezzare da tifoserie ed addetti ai lavori e che gli ha permesso di diventare uno dei tecnici più apprezzati e preparati del panorama calcistico nazionale.
Scelto direttamente dal direttore sportivo Carmine Longo proprio quando Eziolino Capuano sembrava in procinto di coronare il suo sogno di sedere sulla panchina granata (in pratica il patron ne annunciò l’ingaggio in diretta tv salvo poi tornare sui propri passi), Pioli era reduce dalla proficua esperienza nei settori giovanili di Bologna e Chievoverona e si cimentava per la prima volta con il calcio dei grandi. Originariamente scelto per riportare la Salernitana in serie B dopo l’amara retrocessione targata Zeman-Varrella, il trainer emiliano si trovò invece a guidare i granata già in cadetteria grazie al blocco delle retrocessioni ed alla riforma dei campionati, un torneo lungo ben 46 giornate e tra i più belli e spettacolari degli ultimi 20 anni.
Ai nastri di partenza, infatti, c’erano squadre del calibro di Atalanta, Genoa, Napoli, Ternana, Livorno Verona, Fiorentina, Piacenza, Palermo, Cagliari, Torino, Messina, Vicenza e Bari, senza dimenticare le sempre temibili Avellino, Como, Catania e Pescara. La Salernitana fu costretta a stravolgere la rosa in extremis e, su indicazione del tecnico, arrivarono a Salerno giocatori esperti ed importanti come Bombardini, Bogdani e Tulli, bravi ad integrarsi rapidamente in un gruppo qualitativamente non eccelso, ma che sopperiva alcune lacune tecniche con una grande organizzazione di gioco.
L’avvio, come prevedibile, non fu dei migliori ed anche a causa di un pizzico di sfortuna (sei legni in cinque partite, pari interno col Palermo con gol subito al 95′) si acuì il malcontento di una tifoseria che aveva accolto con scetticismo la scelta di un allenatore acerbo e senza esperienze professionistiche alle spalle. Da novembre in poi, però, la svolta, con una serie importantissima di vittorie consecutive e successi prestigiosi che a gennaio portarono i granata a ridosso della promozione in serie A.
Indimenticabile il 3-2 in rimonta sul Cagliari, il doppio successo sul Torino schiacciasassi, il 2-1 interno sulla Ternana che valse a Pioli la prima standing ovation del popolo dell’Arechi. Peccato che un meccanismo apparentemente perfetto si inceppò proprio sul più bello, con sei sconfitte consecutive che riportarono la Salernitana sulla terra e fecero tremare la panchina dell’allenatore, abile a ricompattare il gruppo ed a condurre la squadra ad una tranquilla salvezza con ben tre giornate d’anticipo.
Il suo addio a fine stagione fece storcere il naso ai tifosi, che in un Salernitana-Vicenza per pochi intimi esposero uno striscione riportante lo slogan: “Hai allenato con onore, Stefano Pioli grazie di cuore” accompagnato dal coro “Resta con noi, Stefano Pioli”, cosa che non accadeva dai tempi di Delio Rossi. Tra i meriti del trainer parmense ci fu quello di valorizzare appieno un Olivi mai così decisivo, quel Di Vicino autore del miglior campionato della sua carriera ed un giovane Christian Molinaro, gettato coraggiosamente nella mischia nella trasferta di Pescara e divenuto titolare inamovibile fino maggio.
Oggi Pioli si trova ad allenare, dopo l'esperienza alla Lazio, in una delle società più prestigiose del calcio italiano e internazionale. Bravo Stefano!
Redazione Sport