“La nostra città risulta essere la prima delle città escluse dal progetto della Cultura 2018, fuori dalle 21 finaliste. Tale progetto messo in campo dal Ministero per dei beni Culturali e del Turismo prevede che la Capitale Italiana della Cultura 2018 riceverà dal Governo un contributo pari ad un milione di euro per la realizzazione del progetto stesso. L’iniziativa “Capitale Italiana della Cultura” “è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”. Lo denuncia in una nota il Gruppo Sfidiamoli.
"E’ bene ricordarlo, già città Unesco e forte di uno straordinario patrimonio culturale che legittima le sue ambizioni, Benevento si era candidata a pieno titolo a Capitale italiana della Cultura 2018 che poteva rappresentare una ulteriore opportunità per Essa e per il Sannio. Ed invece siamo fuori. Senza appello. Dietro città e contesti molto meno culturali e antichi di noi. E’ svanita un’altra grande opportunità. Questa si, che poteva diventare il fiore all’occhiello per la nostra comunità. Un ricchissimo patrimonio artistico-storico-culturale non è servito a far entrare nella fase finale la nostra città. Forse perché nessuno ha arringato per noi. E’ una superficialità da addebitare sicuramente alla nostra attuale amministrazione comunale, che distratta dalle tante ed inutili programmazioni di festicciole locali, perde di vista quelli che sono gli appuntamenti importanti e salienti per Benevento.
Una amministrazione che tira già a campare, che naviga a vista senza una meta da raggiungere, frutto di una enorme superficialità nel capire i reali e veri obbiettivi da perseguire. Non vorremmo che questa giunta Mastella relegasse Benevento al misero ruolo di capofila di se stessa. La nostra comunità deve uscire da questo isolamento amministrativo-economico-sociale, attuando vere e concrete politiche di rilancio. Troppi giovani, imprese, commercianti sull’orlo di una profonda crisi economica, senza una prospettiva,senza una azione tesa al rilancio sociale. Ma c’era bisogno di altra qualità amministrativa. Meno apparizioni Tv meno concentrazione su un solo uomo al comando, meno esibizioni canore e da talent show, più coinvolgimento della società civile, più azioni di recupero culturale, turistico ed economico, più attenzione alle progettualità oltre i confini cui attingere, questi solo alcuni ingredienti per tentare di recuperare il tempo perso. E siamo già a circa 6 mesi di amministrazione."
Redazione Bn