di Marco Festa
Unica seduta di allenamento - questa mattina, a porte chiuse, al “Partenio-Lombardi” - unico obiettivo, il successo, anche se tra il dire e il fare c'è di mezzo il Carpi che punta forte sul fattore “Cabassi” per tornare a brindare ai tre punti smarriti da due giornate. Gli emiliani hanno archiviato gli ultimi 180 minuti di gioco con il punto guadagnato sabato scorso al “Piola” di Vercelli; l'Avellino vuole e deve vincere per tornare a muovere la classifica dopo aver perso terreno contro Spal e Frosinone, e, soprattutto, per scongiurare l'esonero di Domenico Toscano, ormai certezza, più che eventualità, in caso di nuovo passo falso. Equilibrio e capacità di osare sono le prerogative che il lupo vuole esibire al cospetto dell'undici allenato da Castori: si cercherà il primo con un probabile cambio di modulo, col passaggio al 4-4-2 sia per essere speculari ai dirimpettai, sia per confermare la voglia di far finalmente male con l'adozione di un tandem offensivo composto da due attaccanti puri, ovvero Castaldo e Mokulu. Non solo reparto avanzato potenziato per cercare la formula del riscatto, che profumerebbe di impresa. In difesa Asmah e Diallo si giocano una maglia per prendere il posto del balbettante Crecco mentre il pilastro Djimisti, sicuro assente poiché impegnato con l'Albania (al pari di Radunovic, con la Serbia Under 21, e Camarà, tra le fila della Guinea Bissau) dovrebbe essere rimpiazzato da Donkor, con il conseguente spostamento di Gonzalez al centro, o grazie all'atteso ritorno di Migliorini. A centrocampo Omeonga è pronto a riprendersi la scena approfittando della squalifica di D'Angelo: agirà al fianco di Paghera, con Lasik dirottato sulla fascia destra – ruolo già interpretato a Brescia - e Belloni sul versante opposto. Si vedrà. Tra tanti dubbi una certezza: più dell'assetto conterà l'atteggiamento; più dell'atteggiamento conterà il risultato. Per il lupo è finito il tempo delle seconde occasioni. I propositi devono lasciare spazio ai fatti.