Salerno

La visita degli ultras in settimana, la spinta di 10mila tifosi anche quando il risultato sembrava condannare la Salernitana alla seconda sconfitta interna della stagione, gli applausi a fine partita pur con tanta insoddisfazione per una mezz’ora iniziale che aveva fatto tremare tutti, soprattutto la panchina di Sannino. Eppure quando si gioca all’Arechi e si attacca sotto la curva non bisogna mai pensare che sia finita. Anzi. In meno di un quarto d’ora Perico, Coda e Vitale hanno completamente ribaltato il risultato permettendo al cavalluccio marino di riemergere da acque assai agitate e alla Salernitana di scalare posizioni in classifica alla vigilia di due gare ampiamente alla portata e che potrebbero rappresentare la svolta.

Chissà se in uno stadio diverso quest’impresa sarebbe stata possibile. Dietro la vittoria odierna c’è tanto di quella curva che non ha mai avuto bisogno di appelli per indossare idealmente la maglia numero dodici per spingere la squadra del cuore a superare ogni ostacoli. E’ evidente, però, che la vittoria non ha convinto del tutto il partito dei più scettici: Sannino ha lasciato il campo tra i fischi di buona parte del pubblico, all’esterno della tribuna in tanti invocavano l’esonero, altri ancora invitavano la società a mettere in campo tutte le iniziative possibili per riempire l’Arechi in occasione della prossima gara casalinga contro la Pro Vercelli. Poca voglia di festeggiare, dunque, ma la consapevolezza che questa vittoria è troppo importante per la classifica e per il morale.

Due i momenti salienti della gara: la contestazione a tutti i giocatori dopo la rete dello 0-2 e i fischi per Schiavi non appena ha fatto il suo ingresso sul rettangolo verde. Se è vero che lo stadio spinge e dà una mano importante, dunque, è altrettanto vero che il feeling tra questo gruppo e la tifoseria non è ancora sbocciato e bisognerà lavorare molto per rendere l’Arechi quel fortino inespugnabile che ha fatto tremare le gambe anche alle big del calcio italiano. Che la vittoria di oggi restituisca almeno un pizzico di serenità a tutto l’ambiente: l’ha meritata la curva, l’hanno meritata quei 200 ultras che, incuranti di pioggia e vento, venerdì scorso erano al “Volpe” in nome di una fede indissolubile e che rende tutti loro orgogliosi soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.

Gaetano Ferraiuolo