L’aggancio al Cittadella è solo virtuale per colpa di quel -1 che segna il Benevento come una cicatrice. Ma da stasera le due matricole terribili sono praticamente a braccetto. La vittoria dei giallorossi questa volta ha i segni chiari della sofferenza. Il Cittadella è squadra che vale la classifica che ha, i suoi giocatori si conoscono a memoria, si muovono come un corpo unico. Grande intensità a centrocampo, ritmo infernale. Tenergli testa è un problema per tutti. Il Benevento scopre la sofferenza e getta il cuore oltre l’ostacolo.
Chiave tattica – La squadra veneta sembra fare il bello e cattivo tempo a centrocampo. La superiorità numerica lo pone già in vantaggio nei confronti del Benevento, che soffre anche per la prestazione poco incisiva di De Falco. L’anconetano guarda a distanza Iori, ma il duello è favorevole al veneto. Contro un centrocampo a tre dovrebbero essere gli esterni a sacrificarsi, ma Ciciretti e Melara hanno vocazione offensiva e in qualche occasione difendono poco. Anche Chibsah complessivamente gioca una gara poco intensa. Il ghanese è bravo a recuperare palloni, così come non è capace a recapitarli puliti ai suoi compagni. Spesso il peso dell’offensiva veneta ricade tutta sulla difesa giallorossa, che per fortuna tiene bene nei due centrali Lucioni (puntuale) e Padella (un po’ ruvido) e non trema sugli esterni, dove Pezzi si ripete su livelli di eccellenza, e Gyamfi gioca una partita positiva (con qualche rischio).
La svolta – L’ingresso di Buzzegoli e il sacrificio di un esterno cambia lo scenario tattico della gara. Quando Baroni inserisce l’ex novarese, il Benevento è in grosso affanno. Dà l’impressione di poter capitolare da un momento all’altro. Il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-2-1 è sostanziale e consente alla squadra giallorossa di tenere testa con maggiore efficacia allo strapotere veneto a centrocampo. Anche Chibsah si sente liberato dal dover chiudere ogni varco che si apre e forse non è un caso che dal suo piede parta quel lungo spiovente che innesca Ceravolo per il gol della vittoria.
L’errore – Proprio il ghanese tanto bravo a servire Ceravolo per il gol è da censurare per una transizione finita male nel primo tempo. Quando le partite sono bloccate basta poco per far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Storia del 21’ del primo tempo: contropiede del Benevento 4 contro 3: Chibsah ha solo solo Ciciretti a destra, ma decide di appoggiare sull’altro versante che ha già la linea di passaggio chiusa. Il peggio è che l’errore innesca un contropiede micidiale del Cittadella con tiro finale di Schenetti che solo la bravura di Gori riesce a neutralizzare.
La prodezza – E’ ancora quella di Ghigo Gori al 93’. La partita è praticamente finita, ma il Cittadella ce la mette tutta per raggiungere almeno il pari. Il Benevento è in difficoltà, conta i secondi che lo separano dal fischio finale. Prima che Abisso metta fine alla contesa l’italo-brasiliano Chiaretti ha la palla buona sul suo sinistro appena dentro l’area. La battuta è forte e precisa, così come il piazzamento di Gori che abbranca la sfera e non la lascia più. E’ lì che si alza forte il grido ritmato “Gori-Gori-Gori”, il giusto tributo della tifoseria giallorossa ad un giocatore che è già leggenda.
Franco Santo