di Andrea Fantucchio
E' ufficiale: a Monteforte si partirà con l'inserimento lavorativo dei 318 immigrati ospitati in paese. Da poco è stato firmato il protocollo d'intesa in Prefettura. Presenti il sindaco del comune irpino, Costantino Giordano. E l'assessore alle politiche sociali, Giulia Valentino. Oltre al prefetto Carlo Sessa.
(Guarda il video cliccando sulla foto di copertina. Il servizio completo con interviste alle 14.00 su Canale 696. Col collega Angelo Giuliani)
Il protocollo in questione, che ha il parere favorevole dell'ispettorato del lavoro, consente quindi ai ragazzi alloggiati presso le strutture di svolgere regolarmente attività lavorative che, come spiega il primo cittadino Giordano, «Riguarderanno la pubblica utilità: come il giardinaggio e la cura degli spazi pubblici. E la pulizia delle aree comunali. Quello che vogliamo comunicare è che questi sono ragazzi sfortunati, esseri umani che possono dare un contributo concreto alla realtà che li ospita. E non sono venuti qui soltanto ciondolare davanti ai supermercati o i bar. E ora possono lavorare. Pratica che ha indispettito e non poco i cittadini locali. Anche comprensibilmente».
Un passo avanti concreto quello del paese irpino che rappresenta una continuazione ideale dell'esperimento sociale che ha visto protagonista la squadra di prima categoria del Monteforte. Dove sono stati inseriti con successo cinque immigrati. Ovviamente non tutti i profughi saranno inseriti contemporaneamente nelle attività lavorative a disposizione ma ci sarà una rotazione con l'aiuto di cooperative e strutture preposte.
«L'idea – spiega la Valentino – è proprio quella di inserire con efficacia gli immigrati nel tessuto sociale della nostra comunità. Riuscendo a valorizzare col tempo anche le loro specificità in ambito lavorativo. E dimostrandoci più umani».
Ancora troppo presto per veder concretizzare la proposta di Sessa che ha rilanciato, «Mi permetto di suggerirvi un progetto che altrove sta già funzionando. Un centro d'accoglienza gestito direttamente dal comune».
Un'ipotesi che però i rappresentanti comunali vedono difficilmente praticabile nel breve periodo senza rassicurazioni certe sopratutto sui corrispettivi che le strutture che ospitano i migranti devono ricevere.
«Un imprenditore – ha spiegato l'amministrazione – più anche permettersi di aspettare. E' il suo lavoro. Ma il comune di Monteforte ha un budget dove ogni spesa deve essere destinata e non possiamo permetterci ammanchi o ritardi. Quelli sono soldi dei cittadini».
Un'ipotesi, quella del centro di accoglienza comunale, non del tutto naufragata comunque.
Anche perché Sessa ha spiegato, «Se voi individuaste la struttura idonea. Presentando un progetto. Potreste accedere ai finanziamenti ministeriali per la ristrutturazione. Noi dal canto nostro vi daremo tutti gli aiuti necessari anche per gli screening sanitari. Chiedendo ai medici Asl di venire anche sul posto evitando il sovrannumero nel pronto soccorso. E aumentando a prescindere i controlli sui nuovi arrivi. Ciò che è certo sono proprio gli immigrati che continueranno ad arrivati. Ieri sono sbarcati altri ventotto. E per questo è essenziale trovare un modo più umano e corretto per ospitarli»
Un gesto di grande civiltà quello del sindaco Giordano che decide così di tendere realmente la mano agli immigrati nonostante il suo sia uno dei paesi che ne ospita di più.
Il primo cittadino, infatti, proprio per evitare che si laceri il rapporto con la comunità locale vuole permettere ai ragazzi ospitati di rendersi utili. Concretamente offrendo loro anche corsi di italiano. Vediamo se quest'esperimento funzionerà.