di Marco Festa
Punto e a capo. L'Avellino è già proiettato alla sfida casalinga con il Pisa dopo aver mandato in archivio l'1-1 al “Cabassi” contro il Carpi; il pari che ha interrotto la striscia di due sconfitte consecutive e tamponato l'emorragia di battute d'arresto in trasferta: 5 in 6 partite prima del match in casa dei biancorossi. Si riparte da un risultato positivo. Si ricomincia consapevoli della necessità di incrementare una pericolosità offensiva che resta ancora estremamente ridotta nonostante il grande impegno degli attaccanti, a secco di rifornimenti sia per vie centrali, sia dagli esterni. Zero verticalizzazioni, zero cross: far male agli avversari, così, diventa difficile. È per questo che, dopo aver trovato una sostanziale quadratura difensiva con la linea a quattro ed un brio decisamente maggiore, in avanti, con il tandem Ardemagni – Mokulu, c'è da attendersi decisamente di più dal centrocampo dove rientrerà D’Angelo, che ha scontato un turno di squalifica. Il capitano è pronto a prendere il posto dell'acerbo Omeonga. Altro ritorno fondamentale nell'undici di partenza sarà quello di Djimsiti, che si è riaggregato al gruppo biancoverde dopo essersi messo alle spalle la sfortunata parentesi con la Nazionale albanese (espulsione per fallo da rigore al 17' contro Israele, che si è poi imposto nel nido delle aquile con finale di 0-3). "Fattore D". Il gigante dell'Atalanta rileverà Migliorini, appiedato per un turno dal giudice sportivo in seguito al rosso per somma di ammonizioni incassato in Emilia Romagna. Saranno regolarmente a disposizione pure gli altri due nazionali: Camarà e Radunovic, attesi ad ore in Irpinia. Da verificare l'entità della contusione al ginocchio sinistro subita da Belloni: se non ce la fa dentro Soumarè. Punto e capo, ma ne servono tre per voltare definitivamente pagina e uscire dallo snervante meccanismo della fiducia a tempo con cui Toscano ha dovuto imparare a convivere.