Non si sarebbe potuto muovere da San Giorgio del Sannio, dove era sottoposto all'obbligo di soggiorno. Ma quel giorno l'aveva fatto per un motivo di particolare urgenza: accompagnare il figlio al pronto soccorso. Una violazione della sorveglianza speciale che gli era costata una denuncia e l'avvio di un'indagine per un'accusa dalla quale, però, è stato prosciolto perchè il fatto non costituisce reato. Lo ha deciso il gup Flavio Cusani al termine dell'udienza preliminare a carico di Umberto Cammarata, 34 anni, residente nella cittadina del Medio Calore, per il quale la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio.
Difeso d'ufficio dall'avvocato Grazia Luongo, Cammarata era stato chiamato in causa per un episodio accaduto il 13 gennaio dello scorso anno. Quando, in compagnia della moglie, aveva trasportato in auto il figlio, che accusava problemi respiratori, all'ospedale Rummo, dove aveva ricevuto le cure del caso. Si era allontanato da San Giorgio del Sannio senza alcuna comunicazione preventiva, per questo era finito nel mirino dei controlli dei carabinieri. I termini della vicenda, e le ragioni che l'avevano determinata, hanno però indotto il giudice a dichiarare il non doversi procedere nei suoi confronti.
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