Salerno

"La curva Sud è il vero bomber della Salernitana". Basterebbe questa frase di Arturo Di Napoli per far capire a tutti quanto la componente Arechi possa essere determinante per le sorti del cavalluccio marino. E pensare che c'è ancora chi sostiene che parlare di "dodicesimo uomo" sia soltanto retorica e che la tifoseria sia soltanto una "cornice" che assiste ad un evento sportivo senza incidere in alcun modo su quanto accade sul rettangolo di gioco. Andatelo a spiegare tutte le big del calcio italiano che, a Salerno, hanno perso punti fondamentali imbattendosi in un muro umano capace di far tremare le gambe anche a giocatori abituati a palcoscenici internazionali e che si sono dovuto inchinare a cospetto di una delle curve più appassionate d'Europa. Sabato scorso si è materializzata l'ennesima rimonta della storia attaccando sotto la Sud, tre reti in rapida successione che hanno fatto impazzire quello zoccolo duro che, mai come ora, deve fare la differenza accompagnando la Salernitana verso posizioni di classifica decisamente più consone al suo blasone.

Per far capire quanto lo stadio amico possa essere fondamentale, vi proponiamo un'inedita statistica che renderà perfettamente l'idea. A partire dalla stagione 2003-04 (la prima con la Nord chiusa quasi sempre al pubblico locale) fino alla sfida di sabato pomeriggio, la Salernitana ha segnato in casa 378 gol, bottino che sale a 422 se si prendono in considerazione anche le sfide di coppa Italia, play off, Supercoppa e play out. Di questi, ben 230 sono arrivati attaccando sotto la curva Sud, una percentuale vicina al 56%; i dati sarebbero ancora più rilevanti se ci limitassimo ad analizzare soltanto il lustro targato Lotito-Mezzaroma, con la Salernitana capace di vincere trofei e campionati soprattutto grazie all'apporto del pubblico. Basti pensare che nella stagione 2014-15, quella della promozione in B, 24 gol su 34 (ben oltre il 56%) sono arrivati sotto la Sud, quasi sempre con risultati completamente ribaltati. Le uniche due sconfitte interne, inoltre, si sono materializzate quando la Salernitana ha attaccato sotto la Nord nei secondi 45 minuti: è accaduto con il Lecce (1-0 per i granata all'intervallo, gol di Calil) e col Matera.

Ecco tutti i dati nel dettaglio (riferiti ai soli match di campionato):

Stagione 2003-04, 11 su 27: indimenticabile il 2-0 al Torino, quando proprio la curva decise che dovesse essere Bombardini- e non Longo- a calciare il rigore

Stagione 2004-05, 15 su 33: la sfida in cui la curva ha inciso di più è quella contro il Catania, decisiva ai fini della salvezza. Ferrarese segnò nel primo tempo il gol vittoria, nella ripresa, al 90', Jeda calciò alle stelle un penalty intimorito dalla bolgia infernale di uno stadio da brividi. Ricordiamo anche il 2-1 in coppa Italia con il Palermo, militante in serie A: la decise Mendil al 92', ovviamente sotto la Sud

Stagione 2005-06, 14 su 27: la rimonta più bella fu quella contro il Lumezzane, quando Magliocco segnò al 90' sotto la curva. Post season ricordiamo il raddoppio di Ferraro nei play off con il Genoa, rete che fece sognare i 25mila dell'Arechi e che portò la Salernitana di Lombardi ad un passo dalla promozione in cadetteria

Stagione 2006-07, 14 su 26: Cammarota decise il derby con la Juve Stabia con un guizzo a 7 minuti dalla fine. Nel girone di ritorno incise negativamente la chiusura dello stadio: non a caso, i granata persero all'Arechi dopo un anno e mezzo a cospetto del Ravenna, con zero spettatori sugli spalti e il graffio dell'ex Chianese. Senza l'aiuto del pubblico, si passò dal quinto posto alla lotta per non retrocedere. Un caso? No!

Stagione 2007-08, 15 su 25: l'1-0 all'Ancona è l'emblema dello strapotere del tifo salernitano. Spalti pieni, ma silenzio irreale per 45 minuti: prestazione pessima della Salernitana. Cori da brividi per tutto il secondo tempo: granata in vantaggio al 5' grazie ad una magia di Arturo Di Napoli. Sempre sotto la Sud ricordiamo i gol vittoria contro Taranto e Pescara, la sfida che riportò i campani in serie B dopo tre anni di sofferenza

Stagione 2008-09, 13 su 32, uno dei dati più bassi: effetto curva, però, fondamentale contro Ancona, Avellino e Frosinone, in questo caso con una rimonta entusiasmante targata, ovviamente, Arturo Di Napoli.

Stagione 2009-10, 12 su 22: in casa arrivarono soltanto 4 successi su 21 partite. Uno in una sfida a porte chiuse (Salernitana-Piacenza 1-0, Merino su rigore), uno contro il Crotone (4-1, reti sotto la curva di Cozza e Pestrin a gara archiviata) e poi con Empoli e Ancona, all'epoca lanciatissime verso la serie A. Manco a dirlo, la formazione di Grassadonia segnò quattro gol su quattro attaccando verso la Sud: decisivi Merino, Dionisi e Caputo, beccato dagli ultras per un'esultanza polemica e fuori luogo

Stagione 2010-11, 21 su 36: Cremonese vittima sacrificale della curva, un 2-1 in rimonta targato Ragusa-Carcuro in zona Cesarini. Lo stadio amico, mai come quell'anno, fu l'elemento cruciale della qualificazione play off: quella squadra, infatti, decise di giocare gratis proprio per il grande affetto ricevuto dal popolo salernitano. Amaro in bocca per quella finale col Verona: dopo l'1-0 di Carrus, tutti eravamo convinti che almeno un gol sotto la curva sarebbe stato realizzato. Rafael, però, abbassò la saracinesca e infranse il sogno dei 30mila...

Stagione 2011-12, 21 su 36: le squadre di D, non abituate a certi palcoscenici, hanno pagato maggiormente l'impatto con l'Arechi e l'allora Salerno Calcio ha approfittato alla grande dell'apporto del pubblico pur giocando in uno stadio quasi sempre semivuoto. Il record stagionale fu rappresentato dai 12mila del match col Monterotondo, quando Biancolino segnò dopo un minuto: indovinate attaccando sotto quale curva?! Aggiungiamo che la formazione di Perrone perse una sola sfida "interna", quella col Marino giocata a porte chiuse e in campo neutro

Stagione 2012-13, 23 su 34: ricordate l'Aprilia, per due mesi capolista del torneo di Seconda Divisione e miglior difesa italiana tra i professionisti? Subì due gol in dieci minuti a Salerno, quando il portiere tremò a cospetto del muro umano della Sud. Fondamentali anche le vittorie con Campobasso, Foligno, Teramo e Chieti

Stagione 2013-14, 8 su 18: dato relativamente basso (c'è una gara in meno, quella con la Nocerina vinta a tavolino), ma a quell'annata risale la partita più emozionante degli ultimi anni. Si giocava con il Benevento, al 90' la Salernitana perdeva immeritatamente per 1-0, ma ribaltò il risultato nel recupero grazie ad un rigore trasformato da Mendicino e alla magia del brasiliano Gustavo al 94'. Sul web spopolano ancora i video di una curva letteralmente impazzita. Volpe, invece, pareggiò i conti contro il Monza al 90' regalando al cavalluccio marino la prima coppa Italia della storia. Aggiungiamo la rete di Ginestra all'esordio con il Lecce, quando patron Tesoro disse che "la curva era il diciottesimo uomo in campo, uno stadio così fa gol da solo"

Stagione 2014-15, 24 su 34: la statistica è mostruosa, non a caso i calciatori decisero di giocare quasi sempre sotto la curva nei secondi 45 minuti. Risultato? Da 1-3 a 4-3 con l'Aversa Normanna, rimonte straordinarie con Juve Stabia, Vigor Lamezia e Catanzaro, 2-0 determinante sul Benevento in un Arechi da 22mila spettatori. Senza quel tifo, probabilmente la Salernitana non avrebbe vinto il campionato

Stagione 2015-16, 16 su 30: Coda non dimenticherà mai quel rigore realizzato contro il Latina che, quasi certamente, ha evitato alla Salernitana la retrocessione diretta. Anche in questo caso la maggior parte delle sconfitte interne sono arrivate attaccando verso la Nord nel secondo tempo

Quest'anno, invece, 5 gol su 12, ma quasi sempre decisivi: contro l'Entella ci pensò Coda, sabato scorso una rimonta incredibile da 0-2! Come detto, questa nostra statistica tiene conto dei campionati a partire dal 2003, in concomitanza con la chiusura della curva Nord, ma potremmo aggiungere numerosi dati a conforto della nostra tesi. Dal 2-1 col Vicenza al 3-2 della stagione successiva ("Quando la Salernitana attacca sotto la Sud nulla è impossibile, ci capimmo poco in quel secondo tempo" disse Bernardini ai nostri microfoni) senza dimenticare Giacomo Tedesco contro il Torino, Guidoni e Vignaroli con il Napoli, le prodezze di Di Vaio e Di Michele. La Sud, insomma, è davvero la forza della Salernitana e chiudiamo l'analisi riportando alcune dichiarazioni di ex granata e addetti ai lavori che si sono soffermati sull'importanza del fattore tifo a Salerno:

Arturo Di Napoli: "Quando arrivai a Salerno, feci subito un discorso nello spogliatoio: dissi ai ragazzi che il pubblico ci avrebbe dato tanti punti in più. La curva è il vero bomber dei granata, emblematico quanto accaduto durante la sfida con l'Ancona: sciopero del tifo nel primo tempo e prestazione pessima da parte nostra, nella ripresa iniziarono a cantare e andammo immediatamente in vantaggio".

Vittorio Tosto: "A Salerno parti sempre 1-0: quella curva fa la differenza, ti dà almeno 10 punti in più durante il campionato"

Lotito-Mezzaroma-Fabiani: "Nessuna grande squadra può prescindere da un grande tifo, in questo Salerno non è seconda a nessuno. Il dodicesimo uomo è determinante, la spinta della gente fa vincere le partite".

Antonio Lombardi: "Mi preme ringraziare la tifoseria salernitana, la curva Sud è quella che ci permette di fare gol"

Riccardo Colombo-Andrea Pippa: "Salernitana-Aversa Normanna, 1-3: sembrava finita, poi lo stadio iniziò a spingere e finì incredibilmente 4-3. Senza quel tifo, non sarebbe andata a finire così"

Igor Zaniolo: "Io ho giocato all'Arechi, so cosa vuol dire: quando la Sud inizia a ruggire, ogni avversario sembra battibile e nessuna impresa è preclusa. Contro Catania e Ascoli la vinsero loro".

Antonino Bernardini: "Venni a Salerno da avversario, col Vicenza primo in classifica. Vincevamo 2-0, poi attaccarono sotto la curva e ce ne fecero tre. Forse neanche noi calciatori ci rendiamo conto di quanto possa essere decisivo un tifo così caloroso"

Gianmichele Gentile: "La tifoseria fa la differenza sotto tre aspetti: aiuta a vincere le partite, garantisce entrate alle società e convince tanti calciatori a scendere di categoria. Salerno e il pubblico sono troppo importanti per la Salernitana". 

Angelo Gregucci: "Contro l'Ascoli, la palla la spinsero in porta i 35mila: le gambe andavano da sole, quella gente fu capace di regalarci la salvezza"

Gaetano Ferraiuolo