Avellino

 

di Marco Festa

«Non ci deve interessare nessuna situazione esterna alla nostra. Dovremo approcciare la prossima partita a prescindere da tutto. Crisi o non crisi societaria per i prossimi avversari, dovremo pensare soltanto a vincere. Giocando bene o male: non fa differenza. Conta solo che stiamo attraversando un momento delicato: in casa dobbiamo “ammazzare” i nostri avversari, chiunque essi siano».

Nelle parole pronunciate ieri da Benjamin Mokulu c'è tutta la carica dell'Avellino in vista della gara casalinga con il Pisa, in programma sabato alle 15. La grinta dell'ariete belga, cartina da tornasole della determinazione che si respira nello spogliatoio, è espressa con quel “dobbiamo ammazzarli” che non vuol intendere, ovviamente, il suo siginificato letterale, ma che racchiude tutta la ferocia sportiva con cui i biancoverdi di Toscano, difeso a spada tratta dallo stesso attaccante, sanno di dover affrontare quella che si può già considerare, a tutti gli effetti, una sfida salvezza.

E allora non resta che rimboccarsi le maniche e continuare a lavorare sodo per vincere una partita chiave. I lupi lo hanno fatto anche questa mattina, al “Partenio-Lombardi”, baciati dal sole. Come ieri, indisponibili Migliorini – in ogni caso squalificato dopo il rosso incassato al “Cabassi” - che oggi ha assistito all’allenamento dalla panchina dopo la visita di controllo a Villa Sturat. Con lui Soumarè, affaticato. Non arruolabile pure Verde per effetto del normale decorso post operatorio dopo un intervento di chirurgia generale. Out i lungodegenti Gavazzi e Molina. Tre le buone notizie: sono rientrati in gruppo CamaràDonkor, e, soprattutto, Belloni, che non ha rimediato conseguenze invalidanti per effetto della contusione al ginocchio sinistro rimediata a Carpi e a causa della quale è stato costretto a sottoporsi ad esami strumentali. Parte atletica col gruppo e poi corsetta per Paghera. Domani torna Radunovic, che ha staccato il pass per Euro 2017 con la Serbia Under 21 ai danni della Norvegia

Si va verso la conferma del 4-4-2, che potrebbe però essere più offensivo rispetto al precedenti con l'arretramento di Asmah al posto di Diallo; l'inserimento sull'esterno di centrocampo mancino di Crecco e l'utilizzo di Camarà largo a destra con Omeonga o Lasik, più D'Angelo, a centrocampo. L'infermeria si svuota, l'attesa cresce. Ora più che mai, per il lupo, è il momento di tirare fuori le zanne.