Salerno

Il gol di domenica scorsa probabilmente lo ha sbloccato dal punto di vista psicologico; finalmente ieri la Salernitana ha potuto ammirare un Rosina determinante e pronto a prendere per mano la squadra nel momento di maggiore difficoltà. Nonostante i fischi costanti del pubblico locale, il fantasista ha disputato una delle migliori partite con la maglia granata distinguendosi non solo per la duttilità tattica e per le giocate nella metà campo avversaria, ma anche per lo sfiancante lavoro in fase di non possesso.

Dopo un quarto d’ora di difficoltà, Rosina è entrato nel vivo del gioco proponendosi con continuità e abbassandosi sulla linea mediana per ricevere il pallone e avviare l’azione: sue le aperture precise sulle corsie esterne, sua l’intuizione che ha permesso a Donnarumma di entrare in area e servire Coda, poco lucido al momento della conclusione, suo un sontuoso recupero a metà ripresa che ha salvato la porta della Salernitana.

“Trovatelo in Italia un numero 10 che dà un contributo così importante in difesa” disse Sannino la settimana scorsa, aggiungendo che “a mio avviso, Rosina è determinante per le palle che recupera e per la corsa continua, non per la giocata di classe”. Proprio da un cross perfetto dell’ex Catania è arrivato il gol del pareggio di Coda, un traversone intelligente che ha permesso all’attaccante granata si siglare la quinta rete stagionale.

Non è un caso che Rosina abbia ripreso a dominare la scena quando si è smarcato da compiti tattici che rischiano di depotenziarlo. Nel finale ha agito da esterno offensivo in una sorta di 4-2-4, uno schema che gli ha permesso di puntare e saltare l’uomo con costanza e di accompagnare la manovra offensiva come mai gli era capitato nelle sfide precedenti. Meritati, a fine gara, gli applausi dei tifosi e l’abbraccio dei compagni, convinti che Rosina possa essere il loro leader dentro e fuori il rettangolo di gioco. Avanti così, capitano!

Gaetano Ferraiuolo