La Uil Avellino/Benevento rende noto che le ore di Cassa integrazione guadagni (Cig) complessivamente autorizzate nel mese di ottobre 2016 registrano un aumento del 7% rispetto al precedente mese di settembre con una stima di 256.000 posti di lavoro salvaguardati (rispetto a ottobre 2015 si registra, invece, una flessione del 32,9%). Il ricorso alla cassa integrazione aumenta, quindi, del 7% tra settembre e ottobre 2016. In particolare, il ricorrente aumento, anche sul mese precedente della cassa integrazione straordinaria (+22,2%), indica come molte imprese siano ancora nel pieno di complicati e dolorosi processi di ristrutturazione. Il dato congiunturale, segnala un decremento della CIG in Deroga (+45,4%) e di quella ordinaria (-3,9%). 13 Regioni (con in testa la Liguria), la Provincia autonoma di Trento e 56 Province (con in testa Savona) sono interessate dagli aumenti.
Analizzando i dati su scala provinciale, viene fuori che sono state autorizzate 31.637 ore di cassa integrazione ordinaria. Mentre sono 89.269 le ore di cassa integrazione straordinaria erogate. Somministrate, poi, 9.844 ore di cassa integrazione in deroga, per un totale di 130.750 ore. Nel settembre 2016, le ore di cassa integrazione ordinaria risultavano pari a 82.681. L’indicatore della straordinaria segnava 5.016 ore. Le distribuite in deroga ammontavano a 16.896 per un totale di 104.593 ore. L’analisi evidenzia, dunque, che alla differenza dei dati comparati settembre/ottobre 2016 corrisponde una percentuale di -61,7 per gli ammortizzatori sociali ordinari, +1.679,7 per la cassa integrazione straordinaria e -41,7per quella in deroga. Totale complessivo di +25%.
“Sembra ormai che il Paese si sia assuefatto con il perdurante stato di difficoltà di una buona parte del nostro apparato produttivo. Oramai le richieste di ore di cassa integrazione, pur in presenza di oscillazioni, si mantengono ancora a un livello alto”, così Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, che poi aggiunge: “La febbre, quindi, è più sotto controllo che debellata. In particolare, sembra permanere un’infezione che colpisce quella parte del sistema produttivo più esposta alla concorrenza, a partite dal settore manifatturiero. Ciò sembra certificato dal costante alto numero ore per la cassa integrazione straordinaria, strumento principale per cercare di governare, senza drammatici effetti sociali, le profonde ristrutturazioni aziendali. Non a caso, nei mesi scorsi, abbiamo insistito affinché il governo Renzi prendesse atto che le rigidità poste nell'utilizzo della cassa integrazione in generale, e della straordinaria in particolare, tramite il contenimento temporale, le esclusioni per alcune tipologie di crisi, l'alto costo per le imprese, venisse rivisto. La risposta è stata parziale e solo per il 2016. Ed è per questo che insistiamo affinché il 2017 sia l'anno per fare un vero tagliando al Jobs Act. Infatti, se consideriamo che per la cassa ordinaria le lentezze burocratiche, l'onerosità per le imprese e i vincoli normativi, hanno ridotto inevitabilmente le richieste delle stesse aziende e, sul versante della cassa in deroga, nel 2016 per molti mesi si è regolato lo strumento con limiti temporali e ristrettezze finanziarie, il panorama reale sullo stato di salute di molte imprese non è tra i migliori. E quindi, inevitabilmente, andranno rimodulati gli strumenti di protezione sociale alla luce, anche, della scomparsa definiva dell’indennità di mobilità che protegge, comunque, ogni anno oltre 150mila persone. Se in generale oltre 2,5 milioni di persone, uomini e donne, vivono l'esperienza di avere un reddito da ammortizzatore sociale – conclude Bosco - è opportuno che la politica ed il legislatore operino con saggezza nel regolare questa leva con alto senso di solidarietà”.
Redazione Bn