Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«Quelle usate dal Governatore De Luca per spingere a "votare sì" sono parole mafiose o comunque pseudo mafiose. Svendiamo la costituzione per una frittura di pesce». Incendiario questa mattina Alessandro Di Battista. Il deputato Cinquestelle è arrivato a Piazza Macello, ad Avellino, seguito dalla sua carovana pentastellata che al nostro arrivo sta accorrendo alla spicciolata. (Clicca sulla foto di copertina per guardare il video di Ottochannel realizzato dal collega Angelo Giuliani)

Fa da anfitrione l'altro deputato del movimento, Carlo Sibilia. 

E' un Di Battista a due facce quello che risponde alle domande di Ottopagine. Il volto corrucciato e serio rivolto ai suoi avversari politici, e quindi il Governatore De Luca e il premier Matteo Renzi. Ma Di Battista sfodera anche la sua vena ironica, emblema di un animo disteso, quando si rivolge a chi è accorso per salutarlo.

«La protesta che volete bocciare è davvero uguale a quella proposta dal Cavaliere che ora però si oppone alla riforma?». Gli chiede un uomo facendo riferimento alle parole dell'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

«Ne ho sentite di tutti i colori – risponde Di Battista – ma posso assicurarle che dietro il no non c'è per quanto ci riguarda alcuna regia occulta. E la posizione dei Cinquestelle resta la medesima: non faremo accordi con nessuno. Forza Italia non è esclusa»

Gli chiediamo se si senta ferito o offeso dalle parole di De Luca che recentemente ha ribattezzato Di Battista “gallo cedrone”.

«Francamente – risponde sorridente il deputato – che mi offenda una persona come De Luca può solo inorgoglirmi. I miei genitori sarebbero fieri di me. La nostra campagna è per ricordare ai cittadini di votare no contro una riforma che impedirebbe agli italiani di votare il senato. A scegliere i senatori saranno i partiti politici che così potranno disporre a proprio piacimento di una prerogativa che oggi è del popolo. Facendo gli interessi di un sistema che è alimentato dalle grandi lobby e della banche che spingono per questa riforma».

Su Renzi Di Battista è altrettanto duro: «Il premier - conclude – lo vedo piuttosto nervoso. Cita i Cinquestelle un giorno sì e l'altro pure. Evidentemente occupiamo tanto i suoi pensieri. E' lui ad aver personalizzato questo referendum: dicendo che se perde va a casa. Noi siamo ovunque per ricordare l'importanza di opporsi all'importanza di votar no. E vediamo in ogni piazza che come noi anche i cittadini sono esausti di vivere in un contesto gestito da questo sistema».

Nell'avventura avellinese di Di Battista c'è anche spazio per una battuta sull'ex premier De Mita. Intervistato sull'eventuale imbarazzo di appartenere ad un fronte, quello dello no, che ingloba anche rappresentanti della Prima Repubblica il deputato Cinquestelle ha risposto: «Sul mio motorino De Mita non è mai salito»

La chiosa finale, prima di avviarsi verso il parcheggio del Palazzetto dello Sport dove lo aspettano alcuni commercianti, è per il collega della Rai.

«Paghiamo il canone fior di quattrini – sorride Di Battista – eppure loro mandano un solo operatore ovunque a fare turni massacranti. E devo pure reggergli il microfono».

Applausi. La mattinata a Cinquestelle, per Avellino, è appena iniziata.