Benevento

Una delle due persone – la proprietaria dell'immobile – ha già patteggiato, mentre dell'altra il sostituto procuratore Marcella Pizzillo ha chiesto il rinvio a giudizio. Oggi era in programma l'udienza preliminare dinanzi al gup Maria Ilaria Romano, ma per un impediimento dell'imputato è slittata al 20 dicembre. Quando il giudice deciderà sulla posizione di Giuseppe Inglese (avvocato Ernesto Canelli), 54 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, coinvolto nelle indagini della Squadra mobile sull'incidente costato la vita a Carmine Pancione, 37 anni, di Pagliara, una frazione di San Nicola Manfredi, morto al Rummo il 28 gennaio del 2014. A distanza di circa due settimane dall' episodio del quale era rimasto vittima lungo la strada che da Sant'Angelo conduce a Montorsi. Era il 15 gennaio: tutto era accaduto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, mentre Pancione stava impermeabilizzando la tettoia del porticato, appena realizzata, di un'abitazione annessa ad un'attività commerciale.

All'improvviso era scivolato, cadendo nel vuoto. Un volo di meno di due metri e mezzo, concluso sull'asfalto. Gravissime le conseguenze dell'impatto – trauma e fratture craniche – accertate dai medici del Rummo, dove era stato trasportato. Giudicato in prognosi riservata, era stata ricoverato nel reparto di rianimazione, dove il suo cuore aveva cessato di battere. Straordinario il gesto d'amore dei familiari (parti civili con l'avvocato Cipriano Ficedolo) che avevano acconsentito all'espianto degli organi. Un'operazione eseguita da un'equipe alla presenza del medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, incaricato dalla Procura. Di qui l'avvio di un'inchiesta anche a carico di Inglese, indicatodagli inquirenti come datore di lavoro o socio di fatto di Pancione, per la violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni.

Esp