Benevento

Ha scelto il rito abbreviato, che prevede, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena. Lui, un quarantenne commerciante di Benevento, ribadisce la sua innocenza, ma il sostituto procuratore Mirima Lapalorcia è convinto che gli atti restituiscano la responsabilità dell'imputato, che, difeso dall'avvocato Michele D'Occhio, è accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza che all'epoca dei fatti era una sua dipendente. A decidere, il prossimo 8 febbraio, sarà il gup Flavio Cusani, dinanzi al quale è approdata una vicenda al centro di un'indagine avviata dai carabinieri dopo la denuncia presentata dalla presunta vittima. Aveva raccontato di essere stata convocata nel suo ufficio nel dicembre del 2014.

Il titolare dell'attività commerciale sostiene di averlo fatto per comunicarle il licenziamento: non era soddisfatto del modo in cui prestava servizio nel locale. Di tutt'altro tono le dichiarazioni della ragazza, secondo la quale l'uomo, dopo averla fatta accomodare su un divano, le avrebbe offerto ripetutamente del whisky. A quel punto, dopo essersi seduto al suo fianco, avrebbe cercato di baciarla. A seguire, le avrebbe bloccato le mani all'altezza della testa, poi avrebbe alzato la maglietta della malcapitata e le avrebbe palpato il seno. La giovane era andata via, ma nel corso della notte si era sentita male ed era stata costretta a correre in ospedale. I medici del Rummo l'avevano descritta in stato confusionale, una condizione dovuta, probabilmente, all'eccessiva ingestione di alcol; di quel liquore che, a detta degli inquirenti, lui l'avrebbe invogliata a consumare per 'neutralizzarne' ogni forma di resistenza. Sottoposta alle cure del caso, era poi stata dimessa. Infine, si era rivolta ai carabinieri, dando il là ad un'inchiesta sulla quale tra meno di deu mesi arriverà la sentenza.

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