Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«La musica è sempre un dono che va coltivato e preservato. Come fanno grandi realtà quali il Conservatorio Cimarosa, il quarto più importante d'Italia. Me ne hanno parlato ovunque. Sono molto felice di apprendere della qualità e della grande offerta messa in campo da questa scuola e ho accettato volentieri l'invito del presidente Luca Cipriano. Il conservatorio rappresenta un fiore all'occhiello di una provincia, l'Irpinia, che considero da sempre scrigno di tradizione e storia straordinaria». E' un Vinicio Capossela raggiante quello che si appresta a salire sul palco del Cimarosa e si concede ai taccuini di Ottopagine. Il cantautore si trova ad Avellino per tenere una lezione alle centinaia di ragazzi accorsi per ascoltarlo. 

(Clicca sulla foto di copertina per guardare il video. Alle 14.00 su Ottochannel canale 696 il servizio completo col collega Angelo Giuliani)

Capossela, universalmente considerato come il principale cantore dell'Irpinia nel mondo, ha solo parole di apprezzamento per una terra che da sempre cerca di valorizzare. Un tono di voce sommesso, il suo, al quale fa da contraltare un vibrante crogiolo di sentimenti pulsanti marchio di fabbrica della sua musica.

Mentre attendiamo il suo arrivo in sala, già è percepibile l'attesa dei presenti. Attesa che poi esplode in un applauso all'arrivo del cantautore.

«Ogni paese d'Irpinia – esordisce Capossela ai microfoni di Ottochannel - ha una storia straordinaria. I borghi di questa terra, penso a Calitri, Gesualdo, Cairano, sono culle di bellissimi canti a sonetti che rappresentano la linfa anche per quella musica, per così dire più colta, come può essere quella classica. E proprio per preservare la tradizione io credo che realtà come il Conservatorio Cimarosa dovrebbero esistere anche lontano dal capoluogo, in paesi più decentrati, per rappresentare dei presidi di una storia che per capire il presente non può essere accantonata».

Capossela non esclude collaborazioni future con il Cimarosa. Poi parla del suo album “Canzoni della Cupa”: «E' un lavoro ancora in divenire. E rappresenta una metafora: mettere in evidenza le ombre, che come nella cupa, spesso celano dei tesori da far venir fuori. A partire dalle tradizioni. Così come in ombra è stato spesso il popolo irpino, ricco di ospitalità, un popolo fiero che aspetta solo di essere scoperto».

Il tempo a disposizione per le interviste è terminato. Un altro applauso degli studenti pretende che Capossela salga sul palco. E così accade. E' un tripudio.

«Ora sappiamo - dice Capossela - che grazie a realtà come questa scuola l'Irpinia e la città di Avellino possono essere grandi. Non solo per il basket che con la Sidigas sta raccogliendo risultati straordinari».

Straordinario è a nostro avviso vedere tutti quei ragazzi che lo attendono per sentirlo parlare di una terra, l'Irpinia, dalla quale normalmente fuggono o non vedono l'ora di fuggire.

Alle 14.00 il servizio completo di Ottochannel col collega Angelo Giuliani.