“Non sussiste alcun fumus commissi delicti nella condotta del Fusco, non avendo questi messo in atto alcun inganno o menzogna, atteso che il Fusco stesso "nel porre in circolazione sul social network facebook un bollettino prestampato di conto corrente postale avente come causale - erogazione liberale, un asilo per i bambini di Amatrice - non ha millantato rapporti di mandato conferitigli da enti vari, e nemmeno ha rappresentato falsamente altre circostanze di fatto".
Parola del Riesame, che ha annullato il sequestro di una somma di denaro e di un conto corrente operato lo scorso 23 settembre – come anticipato da Ottopagine – dagli agenti del Commissariato di Telese Terme a carico di Giovanni Fusco, un bidello di Frasso Telesino. Che, come si ricorderà, un servizio de Le Iene, quel giorno nel Sannio, aveva chiamato in causa per una presunta truffa nella raccolta di fondi per i bimbi di Amatrice, uno dei centri devastati dal terremoto. I poliziotti erano intervenuti in un ufficio postale, dove avevano sequestrato 850 euro ed il conto sul quale erano depositati. Un provvedimento al centro del ricorso presentato dagli avvocati Vittorio Fucci e Mariangela Crisci, che il Tribunale ha accolto.
“Giustizia è stata resa all'ormai famigerato e, purtroppo, ingiustamente vituperato bidello di Frasso Telesino – scrivono i legali in una nota -, il quale ha già preso contatti per il tramite dei suoi legali con il Sindaco di Amatrice per devolvere il danaro raccolto in favore dei terremotati”.
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