Salerno

Intervenuto durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ogni venerdì su Ottochannel (canale 696 del digitale terrestre), Emanuele Ferraro ha affrontato diverse tematiche esprimendosi con la consueta schiettezza:

Cosa non ha funzionato a Latina?

“Un pareggio che muove poco la classifica, una gara che poteva andare diversamente e che è stata decisa da episodi. Da un giocatore come Massimo quegli errori non te li aspetti, certamente poteva cambiare la partita perchè passare in vantaggio su un campo così difficile avrebbe galvanizzato i granata e spaventato i padroni di casa. Sicuramente è stata una sfida equilibrata, tra due squadre organizzate che non hanno tirato indietro la gamba. Fortunatamente nella ripresa Coda ha saputo riscattarsi e ha segnato un gol fondamentale”.

Ha pesato molto l'errore di Coda e cosa pensi dell'ennesima sostituzione di Donnarumma?

“L'occasione di Coda può cambiare la stagione, non una partita. Purtroppo è andata così, ha saputo riscattarsi. Non sarei così catastrofico come tanti tifosi e addetti ai lavori. Credo che la Salernitana, con Sannino, abbia un'identità ed esprima una fase di possesso molto interessante, in campo vedo una squadra quadrata. Sulle scelte si può discutere: prima di togliere Coda,Donnarumma o Rosina ci pensi due volte e non è semplice gestire questa situazione, ma gara dopo gara mi sembra si stiano trovando gli equilibri giusti. Donnarumma, in verità, sta soffrendo ed è lecito aspettarsi di più: non trovare la via del gol lo sta danneggiando psicologicamente”.

Rosina sì, Rosina no: critica divisa anche in questo caso...

“Il discorso Rosina è complicato, ma stiamo parlando di un giocatore di ottimo livello che corre ovunque, ma che in alcune zone del campo rende meno rispetto ad altre. Ho visto lavorare il mister, sul campo ha un'abilità incredibile e quindi non faticherà a metterlo in condizione di esprimersi al massimo”.

Che idea ti sei fatto di questo torneo di B?

“E' un campionato molto equilibrato, anomalo. Il Trapani, ad esempio, l'anno scorso ha sfiorato la promozione in serie A e ora si ritrova all'ultimo posto, anche il Cesena sta soffrendo molto. La classifica della Salernitana è bugiarda, l'organico vale di più e ci mancano 5 punti che avrebbero permesso di fare altri tipi di ragionamenti. Chiaramente con la Pro Vercelli deve essere la partita della svolta”.

Che avversario è la Pro Vercelli?

“Una squadra che lavora molto bene, ha un allenatore preparato e un reparto offensivo che può farti male, ma la difesa soffre. Se la Salernitana fa quello che deve fare non ci saranno problemi, ma in casa non riusciamo a dimostrare quanto valiamo e questa cosa mi porta ad essere prudente nel pronostico”.

Le pressioni di Salerno possono rappresentare un'arma a doppio taglio?

"L'Arechi è un campo particolare: qualcuno si spaventa, a me caricava a mille. Era una spinta importantissima, mi dispiace che per alcuni giocatori sia stato un peso. Quando mi chiamarono per firmare per la Salernitana, mi chiesero se ero pronto per quell'arena: non ho esitato neanche un secondo, alla fine ho vinto la scommessa. La pressione? Fa parte di tutte le grandi piazze: ovviamente incide, ma va trasformata in carica positiva”.

Una delle gare in cui il tifo incise di più fu quella vinta per 2-1 col Genoa, grazie anche ad una tua doppietta...

“Avevamo fatto un percorso importante, ero fresco come una rosa ed ero carico. Quando la curva fa quella coreografia non puoi sbagliare partita, abbiamo vinto anche grazie a quella gente ed esultare sotto la Sud mi emoziona ancora oggi. Sono onorato di aver vestito la maglia granata, sensazioni che resteranno sempre nel mio cuore. Mi dispiace tanto che a ritorno non riuscimmo a passare il turno, sia io, sia Araboni avemmo l'occasione per chiuderla definitivamente, ma non riuscimmo a centrare lo specchio della porta”.

Perchè a Salerno non si riesce a puntare definitivamente alla serie A?

“Non so cosa manca per il grande salto, so che chi viene a giocare qua deve sapere che è una persona fortunata. Apprezzo molto quello che ha detto Mezzaroma: la società vuole una stabilità, la serie B è una categoria importante e ci sono le basi per fare un percorso di tutto rispetto. Sono molto fiducioso, i presidenti sanno quello che devono fare e sono convinto miglioreranno anche i risultati del settore giovanile”.

A tal proposito, i ragazzi apprezzano molto il tuo lavoro...

“Stiamo lavorando bene. A me non interessa vincere partite e campionati, la società mi ha chiesto di farli crescere soprattutto come persone inculcando i valori giusti per vivere lo sport alla grande. Alcuni giocatori sono anche bravi, abbiamo posto le basi giuste. Cerchiamo ora di reperire qualche atleta valido anche in provincia, il Cilento è un punto di riferimento. Piano piano raccoglieremo i frutti”.

Hai obiettivi a medio-lungo termine per la tua carriera?

“Da calciatore ho avuto il piacere di giocare in una piazza come Salerno e di conoscere allenatori di livello assoluto come Pioli, uno molto bravo nella gestione del gruppo che seppe darmi fiducia dall'inizio insegnandomi tante cose. Il sogno? Allenare la Salernitana, ovvio. Tutti noi viviamo di ambizioni, se un giorno qualcuno mi dirà di sedermi su quella panchina sarò onorato. Amo quella maglia, credo di avere qualche capacità importante e non so il futuro cosa mi riserverà, Mai porre limiti alla provvidenza”.

Gaetano Ferraiuolo