di Marco Festa
Come lo scorso 22 marzo, quando annunciò l’esonero di Attilio Tesser per comunicare l’accordo con Dario Marcolin. Nel momento della svolta in panchina, dopo aver sollevato dall’incarico, sabato scorso, Domenico Toscano, ed aver annunciato, in mattinata, l’accordo sino al 30 giugno 2017 con Walter Alfredo Novellino, tocca al direttore generale Massimiliano Taccone farsi portavoce della dirigenza dell’Avellino in un momento delicato. Pensieri schietti e nessuna voglia di nascondersi dietro a un dito: «L’esonero di Toscano è un fallimento di tutta la società, non soltanto dell’allenatore. Prendiamo atto degli errori commessi in questi mesi, ma ora vogliamo soltanto tirarci fuori da questa situazione.» - ha esordito in conferenza stampa - «Novellino ha esperienza e capacità tecniche. È stata una scelta molto rapida: dieci minuti dopo la fine della partita con il Cesena avevamo raggiunto l’intesa. Perché il mister ha declinato l’opzione di rinnovo per un ulteriore anno? Ha detto di voler essere valutato in base ai risultati.»
Azzerate le gerarchie. Si riparte da zero: «Non conterà più il nome sulla maglia né gli anni di contratto. Anche i calciatori dovranno assumersi qualche responsabilità, poi a gennaio faremo le nostre valutazioni sul mercato.»
Un passo indietro: doverose un’analisi del vissuto con il tecnico appena avvicendato ed una puntualizzazione sul contratto triennale, per lui e per il suo staff, che tanto ha fatto discutere: «Innanzitutto vorrei ringraziare Toscano e il suo staff per il lavoro svolto.» – si è avviato a concludere Massimiliano Taccone – «Il triennale sottoscritto a giugno non ha mai influito sulle nostre scelte. Gli è stato fatto per un discorso di progettualità e di carattere economico, su cui non è giusto ed opportuno stare a sindacare essendo noi a metterci i soldi. Non è stato semplice per lui e per noi lavorare in un clima ostile sin dall’inizio. Molte cose non hanno funzionato. Abbiamo perso troppo tempo al nostro interno pensando alle chiacchiere attorno a noi, ci siamo distratti rispetto al conseguimento dell’obiettivo primario che è il bene dell’Avellino».
Chiusura sulla contestazione: «Chi paga il biglietto è libero di esprimere la sua opinione. L’unico appunto è che uno striscione sia stato esposto sotto casa. Ma è acqua passata, dobbiamo guardare avanti tutti uniti.»
In basso la fotogallery di Arturo Greco.