Salerno

E alla fine è saltata anche la panchina di Giuseppe Sannino. Come accaduto già nei quattro campionati precedenti, la Salernitana non riesce a concludere la stagione con lo stesso allenatore presentato in ritiro ed è costretta a rivedere programmi e strategie per non ritrovarsi in zona retrocessione. Da Galderisi a Perrone, da Somma a Sanderra senza dimenticare Torrente, Gregucci e Menichini, una serie di allenatori che si sono succeduti con alterne fortune e che non sono riusciti ad aprire un ciclo a Salerno pur avendo alle spalle una proprietà solida e che ha quasi sempre allestito rose competitive. Oggi si è consumato l'addio di Sannino, al termine di una giornata convulsa e ricca di colpi di scena che proviamo a sintetizzare così:

-nel tarda mattinata di oggi i due presidenti hanno contattato il mister per chiedere lumi relativamente al presunto sfogo avvenuto ieri sera in sala stampa, un confronto di una ventina di minuti nel quale si invitava l'allenatore a mantenere un profilo basso per non acuire il malcontento della tifoseria

-nel primo pomeriggio Sannino ha incassato la fiducia di dirigenza e società, ma il confronto avvenuto con lo spogliatoio qualche ora prima stava già rappresentando un motivo di riflessione

-ora dopo ora si sono moltiplicate le persone che hanno preso d'assalto le pagine social della Salernitana chiedendo a gran voce l'esonero di Sannino, situazione che ha sorpreso l'allenatore. Sannino ha dunque chiesto un colloquio al direttore sportivo Fabiani 

-alle ore 22 Sannino ha firmato il foglio delle dimissioni, accettate da Mezzaroma e Fabiani. Un'oretta dopo breve colloquio con Lotito, con tanto di ringraziamento per aver sempre difeso il suo operato nonostante i risultati scadenti e le prestazioni discontinue. Dovrebbe andar via senza percepire un euro di buonuscita.

Due, dunque, i motivi delle dimissioni: il rapporto ormai incrinato con una parte dello spogliatoio e la contestazione della tifoseria. Che qualcosa poteva succedere si era intuito sin da oggi pomeriggio, quando Laverone si è lasciato andare ad uno sfogo sui social chiedendo "rispetto per la storia". E' evidente che Sannino non è riuscito a far breccia nel cuore dello spogliatoio attraverso decisioni discutibili e cervellotiche: dalle esclusioni perenni di Laverone e Caccavallo alla collocazione tattica di Improta e Rosina, senza dimenticare che il mister ha lavorato in ritiro con un modulo salvo poi stravolgere tutto di partita in partita. Anche con Zito e Schiavi le cose non erano andate benissimo e stamattina erano tanti i musi lunghi all'interno dello spogliatoio.

Sannino paga anche un atteggiamento talvolta polemico e nervoso con la stampa e la tifoseria, con la ricerca continua di alibi e la mancanza di chiarezza rispetto ad alcune decisioni che sono sfociate in un percorso fallimentare. Lo dicono i numeri: 3 vittorie in 18 gare ufficiali, pochi gol all'attivo, zero successi esterni e soli tre punti di vantaggio sulla penultima alla vigilia di un bimestre di fuoco. L'esternazione di ieri il punto di non ritorno: giusto così, giusto cambiare dopo averlo difeso strenuamente e forse oltre i suoi reali meriti. Sannino aggiunge un'altra esperienza negativa ad una carriera tutt'altro che brillante e lascia Salerno tra i mugugni del pubblico e l'insoddisfazione generale. Avanti un altro...