Benevento

E’ una serata fredda, ma i ragazzi della scuola calcio del Benevento sfidano ogni temperatura indossando il classico abbigliamento da calciatore. Un rito, anzi un onore per chi sogna di intraprendere questa strada. Non tutti ci riescono, ma poco importa. Questo è il momento di divertirsi tirando qualche calcio a un pallone. Eventuali contratti, campionati nazionali e altro sono cose dei più grandi.

I genitori li accompagnano alla spicciolata. I ragazzi sono seri, pronti a scatenarsi quando i familiari si mettono in macchina per fare ritorno a casa. Nel frattempo li fermiamo, ponendogli un semplice quesito: “perché ha scelto questa scuola calcio per suo figlio?” Una sorta di autocompiacimento? Non proprio. Semplice curiosità. Le risposte sono diverse, ma mirano tutte nella stessa direzione. “Non c’era di meglio”, “l’organizzazione è superiore”, “mio figlio ama il Benevento e voleva vestire i colori giallorossi”.

E intanto loro sorridono. Guardano i compagni di giochi e fanno segno verso il prato verde, luogo di tante serate trascorse in compagnia. E quando verso di loro viene proiettata una telecamera, pensano che sia una presa in giro. Questo fa riflettere. In fondo vedono gli adulti come una sorta di caricatura, dove c’è poco di concreto. Poi si accertano che è tutto in regola e si scatenato. “Questo è il nostro obiettivo”, dice uno degli allenatori.

Lo scopo di un intero movimento, ancora una volta, è raggiunto. Per altri discorsi c’è ancora tempo. Questo è il momento in cui si deve godere la spensieratezza.

Ivan Calabrese