La pista familiare, si indaga nella cerchia di parenti e conoscenti della vittima. E’ il solco battuto in queste ore dalla Procura di Napoli, sulla morte di Vittorio Materazzo, sgozzato sotto casa nel cuore di Chiaia, della Napoli bene.
Ma su cosa puntano ore le indagini? L’assassino può aver provato a cancellare ogni prova della sua aggressione, ma qualcosa è rimasto sul corpo della vittima o sul luogo dell’aggressione. Ci sarebbe un sospettato, secondo quanto appare evidente in queste ore.
Amici e parenti hanno confermato l'amarezza che aveva segnato la vita di Vittorio dalla morte del padre, e la sua ostinazione nel voler fare chiarezza su quella morte. Poi la paura, intesa come premonizione «di fare la stessa fine di mio padre», come aveva detto anche di recente.
Ha svolto per mesi - gli ultimi di vita - una sorta di controinchiesta, per dimostrare che sulla morte del padre non poteva calare il sipario e aveva ottenuto la riapertura del caso. Una svolta che oggi potrebbe essere il movente del suo omicidio, la causa scatenante della follia che ha armato la mano dell'assassino.
E gli inquirenti hanno avvertito l'ansia di alcuni parenti della vittima, il rischio di poter finire al centro di nuovi raptus di violenza da parte di qualcuno. Con screening su telefoni e computer della vittima, si cercano eventuali momenti critici in grado di dare consistenza alle indagini. Inoltre le forze di polizia giudiziaria stanno valutando il transito di scooter in alcuni punti a ridosso di via Tasso e di Mergellina.